Influenza 2020, tra i soggetti più a rischio gli over 65

Vaccinarsi resta la migliore soluzione per evitare il contagio e le possibili complicanze portate dai virus influenzali. Un aiuto dall’igiene. I consigli dell’esperto

Febbre alta, tosse e dolori articolari. E poi ancora mal di testa, brividi, mal di gola. Sono i classici sintomi dell’influenza, che anche quest’anno sta costringendo a letto milioni di italiani. I ceppi principali sono A/H1N1 e H3N2, seguiti in misura minore dal tipo B: un mix che mette a rischio soprattutto i bambini e gli anziani. E proprio gli over 65 devono stare più attenti alle possibili conseguenze che i virus influenzali possono portare. Con l’età, infatti, le difese immunitarie diminuiscono, mentre l’insorgenza di malattie non trasmissibili aumenta. Per questo chi soffre di insufficienza renale, scompenso cardiaco, diabete e broncopneumopatia cronica ostruttiva non deve sottovalutare i sintomi dell’influenza. Particolarmente esposti sono anche le categorie dei lavoratori che operano in scuole, ospedali e in generale quelle a contatto col pubblico. Per questi, e per tutti coloro che vogliono evitare di stare a letto con la febbre, l’unico metodo che funziona davvero contro l’influenza rimane il vaccino, che copre tutti i ceppi. Il vaccino impiega circa due settimane per proteggere l’organismo, per questo è importante immunizzarsi prima dell’inizio dell’epidemia.

Eppure in Italia solo un anziano su due, quest’anno, è andato dal proprio medico di famiglia per sottoporsi al vaccino antinfluenzale. Un dato che va ben al di sotto dell’obiettivo minimo del 75% fissato dal ministero della Salute. In molti evitano di sottoporsi a profilassi perché in passato, pur avendo fatto il vaccino, si sono ammalati lo stesso. In realtà, queste persone hanno semplicemente contratto un altro tipo di infezione virale, diversa dall’influenza vera e propria. Da non dimenticare, poi, che la mancata vaccinazione si ripercuote non solo sull’incidenza dell’influenza, ma, ovviamente, anche delle sue complicanze, che possono essere particolarmente gravi. Tra i principali rischi, sia effetti virali diretti, come polmonite interstiziale e miocardite, che quelli indiretti, come la polmonite batterica di origine stafilococcica o pneumococcica, nonché le riacutizzazioni di patologie croniche respiratorie come le bronchiti. Ancora più a rischio poi sono i fumatori perché il fumo deprime i meccanismi di difesa delle prime vie respiratorie e diminuisce, di conseguenza, l’immunità polmonare.

Per prevenire il contagio un aiuto può arrivare anche dall’igiene. L’influenza infatti si contrae per contatto diretto con le goccioline di saliva o muco di una persona infetta. Basta uno starnuto o toccare una superficie contaminata e da quel momento il virus entra nel corpo. Per questo è buona norma lavarsi sempre le mani, soprattutto se si utilizzano i mezzi pubblici o si frequentano luoghi chiusi e affollati. Seguire un dieta equilibrata, con frutta e verdura di stagione, evitare di esporsi al freddo e agli sbalzi di temperatura e mantenere un buon ritmo sonno-veglia possono essere dei validi aiuti per contrastare il contagio, oltre a coprirsi la bocca quando si starnutisce o si tossisce e arieggiare gli ambienti più volte al giorno. Nei giorni più freddi dell’anno tutti questi piccoli accorgimenti possono aiutare a prevenire anche tutte quelle che vengo definite le sindromi parainfluenzali, come mal di gola, raffreddore e disturbi gastrointestinali. (Raffaele Franco Antonelli Incalzi, direttore Uoc Geriatria Università Campus Bio-Medico di Roma, presidente Società italiana di Gerontologia e Geriatria)

16 gennaio 2020