Israele: a Gaza tregua violata

Riprendono i combattimenti nella Striscia, dopo 7 giorni di stop. Accordo scaduto alle 7 del mattino, ora locale. L’esercito di Tel Aviv: «Hamas ha violato la pausa e ha sparato anche in territorio israeliano». In corso pesanti scontri. Calma tesa al confine con il Libano

L’esercito israeliano (Idf) ha scelto Telegram per annunciare la ripresa dei combattimenti nella Striscia di Gaza. «Hamas ha violato la pausa operativa – spiegano – e, inoltre, ha sparato verso il territorio israeliano. L’Idf ha ripreso i combattimenti contro i terroristi di Hamas nella Striscia di Gaza”. Dopo 7 giorni di stop ai combattimenti, dunque, questa mattina, 1° dicembre, alle 7 del mattino ora locale, quando in Italia erano le 6, «le Forze di difesa israeliane hanno ripreso a combattere contro l’organizzazione terroristica nella Striscia di Gaza», nonostante l’ipotesi di accordo su un ulteriore giorno di cessate il fuoco.

L’esercito israeliano ha annunciato che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato diversi lanci provenienti dalla Striscia, che hanno fatto scattare gli allarmi antiaerei. Il ministero degli Interni di Gaza, controllato da Hamas, ha dichiarato che «gli aerei israeliani stanno sorvolando Gaza e i loro veicoli hanno aperto il fuoco nel nord-ovest dell’enclave». Al Jazeera cita diversi testimoni a Gaza City e nel nord della Striscia di Gaza,  informando che «sono in corso pesanti scontri tra gruppi di combattenti palestinesi e truppe israeliane». Nella parte centrale della Striscia, i carri armati israeliani stanno colpendo anche i campi profughi di Nuseirat e Bureij. Anche un giornalista di Afp ha confermato di aver sentito numerosi colpi di artiglieria e attacchi aerei da parte dell’esercito israeliano.

Secondo fonti della fazione palestinese, attacchi aerei israeliani hanno colpito il sud di Gaza, compresa la comunità di Abassan, a est della città di Khan Younis. Il ministero della Sanità gestito da Hamas afferma che tre persone sono state uccise in raid aerei israeliani a Rafah, nel sud della Striscia, come riportano i media israeliani. Altri attacchi aerei avrebbero colpito la città di Al-Karara, a nord di Khan Yunis, sempre nel sud dell’enclave. L’ufficio governativo per le comunicazioni di Gaza, anche questo gestito da Hamas, ha accusato «la comunità internazionale di essere responsabile della continuazione della guerra».

L’ufficio del premier israeliano Netanyahu, da parte sua, riferisce che Hamas «ha violato il quadro di riferimento dell’accordo, non ha rispettato l’obbligo di rilasciare tutte le donne in ostaggio e ha sparato razzi contro Israele». E nel giorno del ritorno ai combattimenti, sottolineano che «il governo di Israele è impegnato a raggiungere gli obiettivi della guerra: liberare i nostri ostaggi, eliminare Hamas e assicurare che Gaza non possa mai più minacciare il popolo di Israele».

Nel sud del Libano intanto, lungo il fronte tra Hezbollah e Israele, riferiscono i media locali, regna una calma tesa. E proseguono incessanti le violazioni dello spazio aereo libanese da parte di droni e jet da combattimento israeliani, come, per altro, avveniva ogni giorno da anni ben prima dello scoppio della guerra, il 7 ottobre scorso.

Il ministro degli Esteri di Doha conferma, su X, che «proseguono negoziati tra le due parti con l’obiettivo di ritornare a uno stato di pausa» nelle ostilità tra Israele e Hamas e ribadisce l’impegno, «con i partner nella mediazione, a proseguire gli sforzi che hanno portato alla pausa umanitaria», affermando che «non esiterà a fare tutto il necessario per il ritorno alla calma». Allo stesso tempo, nel post si esprime «profondo rammarico per la ripresa dell’aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza dopo la fine della pausa umanitaria, senza un accordo per una proroga. I continui bombardamenti della Striscia di Gaza nelle prime ore dalla fine della pausa – si legge ancora – complicano gli sforzi di mediazione e aggravano la catastrofe umanitaria nella Striscia». Di qui l’appello alla comunità internazionale ad agire «rapidamente per fermare la violenza». Il Qatar «condanna» inoltre gli attacchi contro i civili, «la pratica della punizione collettiva», i «tentativi di sfollamento forzato» degli abitanti della Striscia sotto assedio e ribadisce la richiesta di un «cessate il fuoco immediato» per garantire l’arrivo di aiuti.

Diversa la posizione delle Forze di difesa israeliane, che pubblicano una mappa interattiva in cui la Striscia di Gaza risulta suddivisa in centinaia di piccole aree. Lo riferisce il sito Times of Israel, spiegando che verrà usata per allertare i civili palestinesi sulle zone di combattimenti attivi, favorendo così evacuazioni “mirate”, nel caso di un’estensione dell’offensiva di terra in direzione della parte meridionale della Striscia. «L’Idf sta operando con forza contro le organizzazioni terroristiche, e compie grandi sforzi per distinguere tra civili e terroristi – scrivono in un messaggio agi abitanti di Gaza, citato dalla testato online -. La gente di Gaza non è nostra nemica. Per questo motivo, a partire da questa mattina l’Idf sta conducendo evacuazioni controllate e specifiche dei residenti di Gaza al fine di rimuoverli il più possibile dalle aree di combattimento».

1° dicembre 2023