La Chiesa copta ricorda i 21 “martiri di Libia”

A un anno dal loro eccidio, la comunità copta ortodossa celebra i cristiani trucidati dai miliziani del Daesh, dopo essere stati rapiti all’inizio del 2015

A un anno dal loro eccidio, la comunità copta ortodossa celebra i cristiani trucidati dai miliziani del Daesh, dopo essere stati rapiti all’inizio del 2015

Erano stati rapiti in Libia all’inizio di gennaio del 2015. Il 15 febbraio, poco più di un mese dopo, il video della loro decapitazione circolava online, messo in rete dai siti jihadisti. Sono i 21 “martiri di Libia”, ricordati oggi, martedì 16 febbraio, in una divina liturgia celebrata nella chiesa di Samalot, nella provincia egiziana di Minya, a cui apparteneva la maggior parte di loro. Cristiani copti, trucidati da jihadisti affiliati al sedicente Stato islamico, che il patriarca copto ortodosso Tawadros II decise di iscrivere nel Synaxarium, il libro dei martiri della Chiesa copta, ad appena una settimana dal loro eccidio, stabilendo che la loro memoria fosse celebrata proprio il 15 febbraio.

La liturgia celebrata a Samalot, alla presenza di numerosi vescovi e sacerdoti della Chiesa copta ortodossa, arriva al culmine di una serie di celebrazioni e incontri di pregheira e riflessione dedicati ai “martiri di Libia”, organizzati in questi giorni nella diocesi egiziana. Le loro figure però vengono ricordate anche in molte altre parti del mondo. Lo scorso 10 febbraio, una loro commemorazione si è svolta presso la cappella di St. Mary Undercroft, nel Palazzo di Westminster, e ha visto la partecipazione di numerosi membri delle due Camere del Parlamento del Regno Unito.

16 febbraio 2016