La preghiera del Papa per i bambini morti nella scuola residenziale del Canada

Dopo la preghiera dell’Angelus, il ricordo della «sconvolgente scoperta» dei resti di 215 piccoli alunni della struttura, nella provincia della Columbia Britannica

Al termine della preghiera dell’Angelus di ieri, 6 giugno, Papa Francesco ha voluto esprimere la sua vicinanza al popolo canadese, «traumatizzato dalla sconvolgente scoperta dei resti di 215 bambini, alunni della Kamloops Indian Residential School, nella provincia della Columbia Britannica».  La fossa comune è stata scoperta nei pressi della scuola, che faceva parte di una rete creata dal governo e gestita dalla Chiesa cattolica. La Kamloops Indian Residential School fu attiva da fine ‘800 fino alla fine degli anni ’60, per poi essere chiusa definitivamente nel 1978.  Furono circa 150mila i bambini indigeni separati dalle famiglie e trasferiti in queste scuole, che avevano proprio l’obiettivo di assimilare i nativi. Qui i bambini, ai quali veniva vietato di parlare la lingua d’origine, venivano spesso abusati e maltrattati e molti pagarono con la vita questa loro diversità.

«Seguo con dolore le notizie che giungono dal Canada», le parole del pontefice, che si p unito «ai vescovi canadesi e a tutta la Chiesa cattolica in Canada» nell’esprimere, appunto, vicinanza al popolo. «La triste scoperta – ha detto – accresce ulteriormente la consapevolezza dei dolori e delle sofferenze del passato. Le autorità politiche e religiose del Canada continuino a collaborare con determinazione per fare luce su quella triste vicenda e a impegnarsi  umilmente in un cammino di riconciliazione e guarigione». Questi «momenti difficili», è l’appello del Papa, «rappresentano un forte richiamo per tutti noi, per allontanarci dal modello colonizzatore, e anche dalle colonizzazioni ideologiche di oggi, e camminare fianco a fianco nel dialogo, nel rispetto reciproco e nel riconoscimento dei diritti e dei valori culturali di tutte le figlie e i figli del Canada».

Da ultimo, la preghiera di affidamento al Signore delle «anime di tutti i bambini deceduti nella scuola residenziale del Canada», insieme alla preghiera «per le famiglie e comunità autoctone canadesi affrante dal dolore». Per queste intenzioni Francesco ha chiesto una preghiera silenziosa, al termine della Angelus. Quindi ha voluto pregare anche per le vittime della strage compiuta la notte tra venerdì 4 e sabato 5 giugno in una cittadina del Burkina Faso: «Sono vicino ai famigliari e all’intero popolo Burkinabé che sta soffrendo molto a causa di questi ripetuti attacchi. L’Africa – ha detto – ha bisogno di pace e non di violenza».

7 giugno 2021