La Quaresima di Acs, dedicata ai cristiani perseguitati, “testimoni di speranza”
La campagna ispirata al tema del Giubileo, per contribuire al sostentamento dei sacerdoti grazie alle offerte per la celebrazione di Messe. L’attenzione particolare a Siria e Iraq
È ispirata al Giubileo della speranza la campagna di Quaresima lanciata dalla fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs): “Martiri dei nostri giorni, testimoni di speranza”. L’obiettivo, spiegano, è «sottolineare che, nonostante le persecuzioni subite, questi fratelli continuano a essere esempi di fede, a tratti eroica, e di solida speranza». E «considerando che, secondo quanto emerge dai rapporti prodotti dalla fondazione, la persecuzione dei cristiani in molte parti del mondo è aumentata, Acs Italia invita anzitutto i cattolici a prendere parte attivamente alla missione di sostenere, confortare e proteggere le comunità cristiane perseguitate, discriminate e povere».
In concreto, la campagna servirà a contribuire al sostentamento dei sacerdoti grazie alle offerte per la celebrazione di Messe, che rappresentano spesso «un aiuto prezioso». Basti pensare che nel 2024 i benefattori di Acs a livello internazionale hanno donato per la celebrazione di 1.836.591 Messe, sostenendo 42.252 sacerdoti. Ciò significa che, nello stesso anno, in ogni continente, ogni 17 secondi è stata celebrata una Messa secondo le intenzioni dei donatori della fondazione pontificia.
Oltre alle offerte per le Messe, Acs Italia dedica la campagna quaresimale alla Siria e all’Iraq. In Siria, dopo il rovesciamento di al-Assad, «le prospettive future delle comunità cristiane sono incerte», riferiscono da Aiuto alla Chiesa che soffre. A ciò si aggiungono le conseguenze dell’ultradecennale conflitto armato, che colpiscono in particolare i bambini, i cui traumi sono stati aggravati dall’impossibilità di frequentare la scuola in modo regolare. «Nonostante mille difficoltà, gli istituti cattolici hanno cercato di garantire la continuità dell’insegnamento». Ad Aleppo tre scuole dell’Arcidiocesi armeno-cattolica (Al Imane, Zanabek e Zvartnots/Saydet-el-Farah) sono frequentate da 393 studenti. «L’arcivescovo Boutros Marayati si è rivolto ad Acs per continuare l’attività, perché l’altissima inflazione sta rendendo sempre più difficile coprire il costo degli stipendi degli insegnanti».
In Iraq, Paese che ha recentemente affrontato numerose sfide alla libertà religiosa nell’ambito di un difficoltoso riassetto politico, le suore – «il cui servizio è molto apprezzato» – sono impegnate nell’educazione della gioventù cristiana. Le Figlie del Sacro Cuore di Gesù, in particolare, stanno nutrendo la fede dei cristiani anche ad Ankawa, nel Kurdistan iracheno, dove vogliono completare l’edificazione dell’asilo e della scuola “Bait Al Tifl” (Casa dei bambini). Se la nuova costruzione non verrà realizzata, il governo chiuderà l’asilo. «La superiora generale, suor Samar Kamil Mikha, si è rivolta ad Acs per completare la costruzione di due strutture che accoglieranno 800 bambini e ragazzi, affidati a 31 insegnanti. Più di 1.800 famiglie, molte delle quali sfollate interne, trarranno beneficio dalla realizzazione del progetto».
5 marzo 2025

