L’appello di Leone per Thailandia e Cambogia

«Chiedo alle parti di cessare il fuoco e riprendere il dialogo», le parole al termine dell’udienza generale. «Riconciliazione e perdono sono possibili se nascono dal reciproco desiderio di pace»

«Sono profondamente rattristato dalle notizie del riacceso conflitto lungo il confine tra Thailandia e Cambogia». Al termine dell’udienza generale di questa mattina, 10 dicembre, nel saluto ai fedeli di lingua italiana il Papa ha ricordato la crisi esplosa tra i due Paesi. «Ci sono state vittime anche tra i civili e migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le proprie case», ha reso noto. Quindi ha aggiunto: «Esprimo la mia vicinanza nella preghiera a queste care popolazioni, e chiedo alle parti di cessare immediatamente il fuoco e di riprendere il dialogo»

Poco prima, salutando i pellegrini polacchi, si era rivolto in particolare agli organizzatori e ai partecipanti alla conferenza dedicata al messaggio di riconciliazione che i vescovi polacchi inviarono ai vescovi tedeschi sessant’anni fa, «il quale cambiò la storia dell’Europa. Le parole di quel documento – “Perdoniamo e chiediamo perdono” – siano per i popoli oggi in conflitto una testimonianza che riconciliazione e perdono sono possibili quando nascono dal reciproco desiderio di pace e dall’impegno comune, in verità, per il bene dell’umanità», l’auspicio di Leone. Sulle stesse corde le parole rivolte ai fedeli di lingua tedesca, con l’incoraggiamento a «tutti gli uomini di buona volontà a impegnarsi per la riconciliazione e la pace tra i popoli».

10 dicembre 2025