Le celebrità italiane con l’Unhcr per la Giornata mondiale del rifugiato

Alessandro Gassman ma anche Nicole Grimaudo, Lino Gunaciale e Lorena Bianchetti tra quanti hanno deciso di promuovere messaggi di inclusione

In vista della Giornata mondiale del rifugiato, il 20 giugno, molte le celebrità italiane che si sono unite all’Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), a sostegno della campagna #WithRefugees. Oltre ad Alessandro Gassmann, ambasciatore di buona volontà di Unhcr, che presta la sua voce allo spot ufficiale della campagna, anche Nicole Grimaudo, Lino Guanciale, Greta Scarano, Raz Degan, Giuseppe Catozzella, Antonia Klugmann e Lorena Bianchetti hanno scelto di promuovere i messaggi di solidarietà e inclusione attraverso dei video delle loro missioni con l’Agenzia delle Nazioni Unite in diversi Paesi del mondo: Libano, Etiopia, Niger ma anche Italia, Uganda, Ecuador, Giordania. Qui infatti hanno potuto toccare con mano la realtà di chi è stato costretto a fuggire dalla propria casa a causa di guerre, violenza e persecuzioni.

Della sua missione con i rifugiati siriani in Giordania e Libano Alessandro Gassman parlerà oggi, 19 giugno, alle 13, in diretta Facebook sul profilo di Unhcr Italia insieme a Carlotta Sami, portavoce dell’Agenzia Onu per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. A sostenere la campagna anche Francesca Cavallin, Carolina Crecentini, Miriam Sylla, Francesco Pannofino, Simone Montedoro, Irene Ferri, Paola Saluzzi, Cecilia Dazzi, Mariachiara Giannetta e Giuseppe Bergomi e la cantante Giorgia, che «attraverso i loro social hanno ricordato che la nostra forza è la solidarietà e che in un mondo interconnesso non saremo al sicuro fino a quando non lo siamo  tutti», evidenziano dall’Unhcr.

Oggi quasi 80 milioni di persone al mondo – pari all’1% della popolazione globale – sono in fuga da guerre e persecuzioni. «Nella Giornata mondiale del rifugiato Unhcr celebra la forza, il coraggio e la determinazione di donne uomini e bambini che lottano per ricostruire la propria vita in sicurezza e dignità», si legge nella nota dell’organismo internazionale.

19 giugno 2020