Msf, da luglio ad Aleppo est 23 attacchi agli ospedali

La denuncia di Medici senza frontiere: nelle ultime due settimane 377 persone uccise. Il capo missione Francisco: «La situazione è insostenibile»

La denuncia di Medici senza frontiere: nelle ultime due settimane 377 persone uccise. Il capo missione Francisco: «La situazione è insostenibile»

Da quando è iniziato l’assedio, nel luglio scorso, sono almeno 23 gli attacchi documentati nella zona est di Aleppo, che hanno reso «estremamente limitato» l’accesso alle cure mediche. Solo 8 gli ospedali ancora attivi. È la denuncia puntale di Medici senza frontiere, che insieme ad altre organizzazioni supporta due delle principali strutture medico-chirurgiche di Aleppo est, anch’esse danneggiate dagli attacchi. Solo nelle scorse due settimane la campagna di bombardamento ha ucciso 377 persone. «La situazione – dichiara il capo missione Msf in Siria Carlos Francisco – è insostenibile. I pochi medici rimasti in grado di salvare vite umane stanno sfidando la morte. Solo pochi giorni fa il direttore di un centro di salute, da noi supportato, è stato ucciso da un barile bomba insieme alla sua famiglia, bambini compresi».

Attualmente sopraffatti dall’alto numero di feriti di guerra tutti gli 8 ospedali di Aleppo est. Le persone, spiegano gli operatori di Medici senza frontiere, «stanno letteralmente morendo sui pavimenti delle strutture. In un’area con una popolazione approssimativa di 250mila persone, sono rimasti solo sette professionisti in grado di eseguire interventi chirurgici su pazienti con ferite di guerra». Abu Waseem, direttore di un ospedale chirurgico supportato dall’associazione, riferisce che «le bombe cadono in zone affollate, strade piene di persone, file per il pane, o file per la distribuzione di aiuti». Completamente isolate dall’assedio, le persone in tutta la zona est di Aleppo soffrono per la mancanza di beni di prima necessità. Anche la benzina si è esaurita. «I governi siriano e russo hanno portato questa battaglia a un nuovo livello – dichiara Pablo Marco, coordinatore delle operazioni Msf in Medio Oriente -. Centinaia di civili vengono massacrati; le loro vite sono state trasformate in un inferno».

10 ottobre 2016