Museo del Tesoro Lateranense: un viaggio nel cuore della cristianità

Barbagallo (Musei Vaticani): «L’Anno Santo nasce qui nel 1299. In questo luogo è possibile ricostruire la storia della devozione del clero e del popolo romano»

Barbagallo (Musei Vaticani): «L’Anno Santo nasce qui nel 1299. In questo luogo è possibile ricostruire la storia della devozione del clero e del popolo romano»

Un grande evento religioso per la riconciliazione e la conversione, un tempo di grazia per la remissione dei peccati e la comunione fraterna. È questo l’orizzonte che offre il Giubileo della Misericordia, appena iniziato, indetto da Papa Francesco. Ma l’Anno Santo è anche un’occasione per un viaggio ideale nella storia della Chiesa, attraverso preziosi reperti per apprezzarne non solo la bellezza e l’inestimabile valore ma anche il significato storico che ciascuno di esso ha portato con sé nel corso dei secoli fino ai giorni nostri. Tutto questo è possibile già dal 13 dicembre grazie al Museo del Tesoro di San Giovanni in Laterano, la cui risistemazione è stata finanziata da un industriale messicano, don Juan Beckmann.

«Il cardinale vicario Agostino Vallini, mi ha chiesto di occuparmi del tesoro della cattedrale di Roma, un tesoro molto particolare, perché attraverso le opere in esso contenute si può ricostruire una storia della devozione del clero romano, del popolo romano ma anche di alcuni sovrani, in particolare, nei confronti di questa basilica, quale cattedrale di Roma». Lo afferma Sandro Barbagallo, curatore delle Collezioni Storiche dei Musei Vaticani.

Nel Museo del Tesoro si conservano due statue dei santi Giovanni Battista e l’Evangelista insieme ai reliquiari che contengono rispettivamente un frammento di San Giovanni Battista regalato a questa basilica da Enrico IV di Francia, mentre accanto alla statua di San Giovanni Evangelista si trova il reliquiario che conserva le catene della sua prigionia.

Tra i pezzi più antichi, troviamo la capsella che conteneva le reliquie di San Giovanni Evangelista, il reliquiario di Santa Barbara, il Tempietto della Maddalena, la Croce lateranense del 1200, simbolo della Basilica, e l’ostensorio lateranense, uno dei pezzi più importanti, realizzato nel 1830 per riprendere il più antico ostensorio che era andato distrutto dalle truppe napoleoniche, arrivate a Roma alla fine del ‘700 e che depredarono i Musei Vaticani e tutte le chiese della città.

Ma c’è una vetrina che custodisce una memoria importante per questo anno giubilare, si tratta del piviale di Papa Bonifacio VIII, con tutta probabilità indossato nell’indizione del Giubileo del 1299, il primo. «Il Giubileo – afferma Barbagallo – è nato qui in Laterano nel 1299 e non nel 1300 come si legge nella maggior parte dei libri di storia giubilare, perché qui in Laterano cominciarono a confluire gruppi di pellegrini già dal Natale del 1299 per chiedere al Papa l’indulgenza del centenario. Prendeva origine da una richiesta di perdono allo scoccare del secolo. Per confermare questa tradizione, venne interrogato l’uomo più anziano di Roma, che aveva 108 anni. Egli confermò che all’età di 8 anni si era recato con il padre dal Papa per la perdonanza».

La data della bolla era il 22 febbraio e nella realtà il capodanno sarebbe stato un mese dopo. Questo perché, a quel tempo, fino alla riforma del calendario attuata da Papa Gregorio XIII alla fine del 1500, la consuetudine era quella di fare iniziare l’anno il 25 di marzo. Emanata la prima bolla, il Papa decise di istituire il Giubileo prima ogni 100 anni, poi ogni 50, poi ogni 23 anni, infine ogni 25.

Sono tante le vetrine che conservano i reliquiari nel museo del tesoro in Laterano ma tra le vetrine, in particolare, in una spicca il busto reliquiario che conserva la testa di San Zaccaria, il padre di San Giovanni Battista. Sempre nella stessa teca è conservato il reliquiario della tunica di San Francesco d’Assisi, il quale venne proprio in Laterano per chiedere il riconoscimento della regola francescana.

Nel museo è esposto l’Arazzo Lateranense, realizzato a Roma intorno al 1620 commissionato dal cardinale Chigi. È molto particolare perché rappresenta il titolo della cattedrale lateranense, ovvero il Santissimo Salvatore, che è riportato in alto, con i Santi Giovanni Battista ed Evangelista, posti in basso, che sovrastano, tutti insieme, proprio il complesso del Laterano, ovvero, il palazzo papale e la basilica che, in questo arazzo si può vedere così come compariva fino alla fine dell’anno 1800.

Infine, tra gli oggetti liturgici di inestimabile valore, nel museo si trova un calice in argento decorato con smalti e rubini che racconta uno spaccato della storia della Chiesa romana. Si tratta di un calice che è arrivato in Laterano nel 1929, ovvero, pochissimi giorni dopo quell’11 febbraio del ’29 anno in cui furono firmati i Patti Lateranensi. «Il Papa, Pio XI – spiega Barbagallo – dopo 70 anni, poté uscire per la prima volta dalla Città del Vaticano e recarsi in Laterano per poter celebrare la Messa in ricordo dell’anniversario della sua ordinazione sacerdotale. E in quell’occasione particolare, il Papa volle portare proprio quel calice».

 

21 dicembre 2015