Parolin: «Il Vaticano non parteciperà al Board of Peace»
Incontrando i giornalisti a margine del bilaterale Italia – Santa Sede per l’anniversario dei Patti Lateranensi, ha commentato la notizia dell’Italia come osservatore: «Punti che ci lasciano perplessi»
«Il Vaticano non parteciperà al Board of peace, data la sua particolare natura, diversa dagli altri Stati». Il cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin lo ha affermato ieri sera, 17 febbraio, incontrando ai giornalisti a margine del bilaterale Italia-Santa Sede per l’anniversario dei Patti Lateranensi, a Palazzo Borromeo, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E riguardo alla notizia della partecipazione dell’Italia come Paese osservatore e ha aggiunto nell’organismo voluto e presieduto dal presidente Usa Donald Trump per il futuro di Gaza, ha aggiunto: «Evidentemente ci sono punti che lasciano un po’ perplessi, alcuni punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni. L’importante è che si sia tentato di dare una risposta – ha precisato -, però ci sono alcune criticità che dovrebbero essere risolte». Per la Santa Sede, sono ancora le parole di Parolin, «la preoccupazione è quella che a livello internazionale sia soprattutto l’Onu a dover gestire queste situazioni».
Interpellato sull’andamento del bilaterale, il porporato lo ha definito «un momento molto importante. Abbiamo fatto un resoconto delle crisi che lacerano il mondo», ha riferito. Riguardo all’Italia, «c’è stato un ringraziamento per l’attenzione del governo a tematiche che stanno a cuore alla Chiesa, soprattutto per i provvedimenti a favore della famiglia, per l’attenzione al tema dell’occupazione, della disabilità e delle carceri. Su tutti questi temi – ha detto – ci sono dei tavoli di lavoro con la Cei su cui lavoriamo più strettamente e sui quali si sono fatti molti passi avanti».
Ancora, rispondendo alle domande sull’Ucraina Parolin ha affermato che «c’è pessimismo da entrambe le parti. Non ci sembra che ci siano progressi reali riguardo alla pace», è il bilancio della Santa Sede sui quattro anni di guerra tra Ucraina e Russia. «Speriamo – ha concluso il segretario di Stato – che i dialoghi in corso possano produrre qualche progresso, ma non ci sono molte speranze e molte attese».
18 febbraio 2026

