Raccolta fondi on line per restaurare due tele

Lanciata un’iniziativa di crowfunding per il lavoro su due dipinti del manierista Girolamo Siciolante da Sermoneta, raffiguranti sant’Andrea e san Sebastiano, conservati a Santa Maria della Pace

«Passeggiavamo per strada, in pausa da una sessione di restauro, e abbiamo notato quanto ci sarebbe da fare per le piccole opere d’arte di Roma». Così, immerse in quella «grande bellezza» fatta di tesori non appariscenti ma capaci di illuminare piazze e strade della Capitale, le giovani restauratrici Giulia Rollo e Daria Montemaggiori hanno deciso di darsi davvero da fare. Con la collega più esperta Alessandra Risolo hanno dato vita all’associazione culturale LinkedArts, con l’obiettivo di promuovere e conservare il patrimonio artistico. Il restauro, però, costa. «Fino a dieci anni fa – racconta Giulia – con il settore pubblico non si lavorava male, ma dal 2007 la crisi ha paralizzato tutto. Dove lo Stato non può arrivare, dove il privato non è particolarmente interessato ad investire, può essere determinante un piccolo sforzo da parte della gente comune, che dei beni è, in qualche misura, proprietaria». Quindi, l’idea, maturata con la collaborazione della sezione Arte sacra e beni culturali del Vicariato e la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale di Roma: salvare l’arte con il «crowdfunding», una forma di fundraising che prevede la raccolta di fondi mediante la partecipazione collettiva su piattaforme online.

Sono stati scelti due dipinti del manierista Girolamo Siciolante da Sermoneta, raffiguranti sant’Andrea e san Sebastiano, conservati nella cappella del Presepe della chiesa di Santa Maria della Pace, alle spalle di piazza Navona; poi le tre restauratrici hanno avviato sulla piattaforma internazionale www.ulule.com il progetto di crowdfunding “Save art with street art”. Per restaurare i due dipinti occorrono 28mila euro: finora ne sono stati raccolti 4.500 e c’è tempo fino a settembre. «La cifra è alta perché si tratta di quadri grandi, i materiali sono costosi – spiega Giulia -. Speriamo di farcela, riscontriamo difficoltà perché nel settore del restauro questa forma di reperimento dei fondi è innovativa e molta gente è ancora restia ad usare la carta di credito online. Ma noi invogliamo con una “ricompensa artistica”».

Diversamente dalla donazione tradizionale, che prevede un versamento «a fondo perduto», nel crowdfunding la generosità dei donatori viene ricambiata con omaggi: «Di solito si tratta di tazze, magliette. Noi, invece, volevamo salvare l’arte dando in cambio arte, contemporanea e di strada». Per realizzare l’incontro tra arte antica e «urbana» le tre ragazze di LinkedArts hanno coinvolto Lucamaleonte, street artist romano con background da restauratore, dunque non troppo distante da un approccio figurativo «tradizionale»: «Ha rivisitato in chiave moderna il san Sebastiano oggetto di restauro e realizzato serigrafie, stencilografie e stencil su tela che vengono spedite ai benefattori come ricompensa per il loro contributo». La scelta della street art non è casuale: «È un’arte di richiamo, semplice e diretta, crea aggregazione tra le persone e il suo valore sociale è inestimabile. Inoltre, muta l’aspetto delle nostre città e ravviva i contesti urbani, quindi, oltre che bella, è utile». E poi è un’arte democratica, fruibile dall’intera collettività senza biglietto. In un circolo artistico virtuoso, chi ama l’arte e contribuisce a salvarla viene ricambiato con un’altra opera d’arte, in un connubio di creatività diverse ma «alleate».

Se l’obiettivo verrà raggiunto, le ragazze di LinkedArts restituiranno a sant’Andrea e san Sebastiano colori vividi, contorni definiti, nuova vita. Sotto i ferri del restauratore possono finire capolavori o opere per niente celebri, nella sostanza cambia poco: «Il nostro è un lavoro meraviglioso, che regala grandi emozioni», racconta Giulia: ad ogni raschiatura, ad ogni pennellata di colore che accarezza la tela si salda il legame tra restauratore, artista e quadro, in una «interazione con la storia che è quasi un’esperienza mistica».

8 luglio 2014