Santa Maria della Presentazione accoglie il Papa
Leone accolto dal vicario Reina, dal vescovo eletto Sparapani, dal cardinale Montenegro – che in questa parrocchia viene a confessare – e dal parroco con Stacchiotti. Le lettere dei bambini e dei ragazzi. L’invito a «essere tutti pronti ad aprire la porta a Gesù che ci aspetta»
Cominciare fin da bambini a «essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione», trovando «un accordo in una maniera di pace e non di guerra non di violenza, mai, senza forme di bulling». Questo il monito di Papa Leone XIV che in questo pomeriggio, 8 marzo, incontra la comunità parrocchiale di Santa Maria della Presentazione, a Torrevecchia. Arrivato qualche minuto prima delle 16, Prevost è stato accolto dal cardinale vicario Baldo Reina, dal vescovo eletto del settore Ovest Stefano Sparapani, dal cardinale Francesco Montenegro, che in questa parrocchia viene a confessare, oltre che dal parroco don Paolo Stacchiotti.

Sollecitato da una degli adolescenti del cammino di preparazione alla cresima, Ana, 17 anni, il Papa ha risposto alla domanda su come «attraversare i momenti di dubbio, di distanza, di fatica nella fede». Citando un libro consultato «proprio prima di uscire da casa», intitolato “Qualcuno bussa al tuo cuore”, Leone ha spiegato che «non è tanto che noi dobbiamo cercare Lui» perché «Lui già ci sta cercando», perciò si tratta di «essere tutti pronti ad aprire la porta a Gesù che ci aspetta». Questo incontro e questa vicinanza passano anche e soprattutto dalla preghiera, ha detto il Papa, affermando che «è importante che tutti impariamo a pregare, ad ascoltare Dio ma anche a parlare con Dio, con le preghiere che abbiamo memorizzato ma anche con le nostre parole».

Infine, Leone XIV, guardando al Vangelo del giorno e all’incontro con la Samaritana, ha ricordato che «Gesù è vicino a noi: apriamo gli occhi e riconosciamo che è nella persona che soffre o che non ha dove vivere o dove dormire». Da qui il rimando anche al valore della carità, dei «nostri atti di carità e generosità», e la sottolineatura della «bellezza di questa parrocchia che è come un giardino dove le persone possono venire e trovare una comunità di fede e l’aiuto di cui hanno bisogno».

Il coro delicato dei bambini che gridava “Papa Leone” scandiva il tempo dell’attesa già da un’ora prima che il pontefice raggiungesse il sagrato della chiesa. Nelle mani, le bandierine bianche e gialle che sventolavano in segno di festa. Tra i più piccoli, addossato alla transenna per non perdere l’occasione di vedere da vicino il Papa, Giulio, 7 anni, accompagnato dalla mamma Claudia. Il bambino, che frequenta il primo anno del catechismo, è uno di quelli che per Prevost ha scritto una letterina per «dirgli che sono felice che sia venuto qui» oltre che «per ringraziarlo di questa occasione».

Chiuse in una scatola bianca, consegnate al Papa anche le lettere «con le piccole, grandi richieste» degli adolescenti del gruppo che si sta preparando a ricevere il sacramento della cresima. A raccontarlo è il loro catechista Matteo, 23 anni, che manifesta la sua emozione «nel vedere la mia parrocchia, quella dove sono cresciuto, così bella e preparata» per questo incontro importante. Anche Natascia, catechista, sottolinea il valore di questa visita pastorale, la quarta di Leone XIV a una parrocchia romana. «Questa è una giornata meravigliosa – dice -. Il nostro territorio è variegato e pieno di tante situazioni anche complicate, con ferite aperte ma anche gioie. Bello che il Papa sia qui oggi, nel giorno dedicato alle donne, pensando a tutte quelle che nel mondo vivono situazioni difficili e di guerra».
8 marzo 2025

