Siria, riprese le violenze. Il Papa: «Non c’è guerra buona»

Sospetto attacco chimico attribuito al governo nella roccaforte di Duma, a est di Damasco. Il bilancio: circa 100 morti, tra cui bambini e donne. Fore (Unicef): «I piccoli muoiono sotto i nostri occhi. Deve finire»

Ancora un sospetto attacco chimico, sabato 7 aprile, a Duma, ultima roccaforte dei miliziani antigovernativi a est di Damasco, nella Ghouta orientale. Il bilancio: circa 100 morti, tra cui bambini e donne. All’inizio si era parlato di decine di morti ma i primi numeri sono lievitati, riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) a motivo della gravità delle condizioni di salute di numerose persone, che hanno mostrato segni di soffocamento e difficoltà respiratorie. Dozzine gli intossicati.

Ferma la smentita del governo di Assad: non c’è stato alcun attacco chimico in Siria, ha dichiarato il generale Yuri Yevtushenko respingendo le accuse. «Alcuni Paesi occidentali», ha affermato, stanno cercando di impedire la ripresa di un’operazione contro l’Isis a Duma e «a tal fine stanno usano il solito argomento preferito dell’uso di armi chimiche da parte delle forze siriane». Ieri mattina, 8 aprile, su Twitter la reazione del presidente Usa Donald Trump, all’attacco senza freni: «Il presidente Putin, la Russia e l’Iran sono responsabili per il sostegno all’animale Assad. Grande prezzo da pagare». Espressione, quest’ultima, che lascia pensare a una rappresaglia militare, come già avvenuto lo scorso anno, anche se tutte le opzioni sono ancora sul tavolo. Lo stato maggiore comunque  avrebbe già presentato alla Casa Bianca una serie di obiettivi mentre Parigi ha chiesto una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu.

«Giungono dalla Siria notizie terribili, di bombardamenti con decine di vittime di cui molte sono donne e bambini, notizie di tante persone colpite da effetti di sostanze chimiche contenute nelle bombe». Al termine del Regina Coeli di ieri, 8 aprile, anche Papa Francesco si è speso per la pace nel Paese mediorientale, invitando alla preghiera per le vittime e per le famiglie che soffrono. «Non c’è una guerra buona e una guerra cattiva – le parole del pontefice – e niente può giustificare l’uso di tali strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi. Preghiamo perché i responsabili politici e militari scelgano l’altra via, quella del negoziato. La sola che può portare alla pace».

Subito dopo la notizia dell’attacco anche il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto ancora una volta, attraverso il portavoce Stéphane Dujarric, il cessate il fuoco per la Siria, invitando tutte le parti ad aderire pienamente alla risoluzione 2401 del Consiglio di sicurezza, decisa in febbraio e costantemente violata. Guterres, che in questo momento si trova in visita ufficiale in Cina, ha fatto sapere che l’Onu non è nella posizione di verificare i rapporti sull’attacco chimico su Duma, ma ha chiarito che «qualsiasi uso di armi chimiche, se confermato, è ripugnante e richiede un’indagine approfondita». Per il segretario, ha chiarito il portavoce, «non esiste una soluzione militare al conflitto» e quindi bisogna continuare i negoziati. Sempre attraverso il portavoce, Guterres ha spiegato che «nelle ultime 36 ore ha ricevuto segnalazioni di attacchi aerei costanti e di bombardamenti su Duma che hanno ucciso civili, distrutto infrastrutture e danneggiato strutture sanitarie». Bombardamenti  sono stati denunciati anche a Damasco. Dujarric ha richiamato infine al rispetto del diritto internazionale e umanitario, compreso l’accesso degli aiuti a tutte le persone bisognose, in tutta la Siria, «come era stato previsto dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza».

Dall’11 marzo scorso intanto circa 25mila persone hanno lasciato la Ghouta orientale, cercando rifugio nei villaggi rurali di Damasco, Dweir, Adra e Herjelleh. E per i bambini siriani, osserva il direttore generale dell’Unicef Henrietta H. Fore, «continua a non esserci tregua», commenta riferita agli ultimi bombardamenti. «Sono particolarmente sconvolta dalle accuse di attacco chimico a Duma, che avrebbe provocato la morte e il ferimento di decine di persone, tra cui bambini – afferma -. I bambini siriani hanno assistito e vissuto negli ultimi sette anni sofferenze inimmaginabili. Questo può essere fermato. Deve finire ora. I bambini muoiono sotto i nostri occhi».

9 aprile 2018