Sud Sudan, l’appello dell’Unhcr per una pace duratura

Nell’anniversario dell’indipendenza del Paese, il 9 luglio 2011, l’Agenzia Onu per i rifugiati chiede ai leader di porre fine all’esodo più massiccio in corso in Africa

Il 9 luglio del 2011 il Sud Sudan otteneva l’indipendenza, diventando la nazione più giovane del mondo. In questi 8 anni però «il Paese ha tragicamente visto più guerre che pace». Proprio per questo l’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, chiede oggi ai suoi leader di «intensificare gli sforzi per porre fine a quello che è diventato l’esodo più massiccio attualmente in corso in Africa».

In una nota diffusa nella giornata di ieri, 9 luglio, dall’Agenzia Onu ricordano che le basi per la pace ci sono già: l’accordo firmato dalle parti in conflitto il 12 settembre 2018. Da allora «si sono compiuti notevoli progressi ma alcune importanti aree di tensione rimangono ancora irrisolte e il ritorno a una situazione di pace non è affatto certo». In questa chiave è «essenziale», per l’Unhcr, che «i rappresentanti delle comunità di rifugiati e di sfollati interni vengano coinvolti attivamente e in modo significativo nel processo di pace. Affinché un accordo sia credibile – osservano dall’Agenzia -, deve contenere disposizioni chiare e trasparenti per la riconciliazione. I meccanismi di accesso alla giustizia devono essere chiari e affidabili». Anche e soprattutto per i molti sud sudanesi già costretti alla fuga più di una volta: «È  essenziale che abbiano fiducia in tali processi affinché risultino efficaci».

Ancora, «occorre inoltre adottare una serie di misure a vantaggio dei giovani – è l’invito contenuto nella nota dell’Unhcr -. La crisi ha colpito pesantemente i minori, che costituiscono circa i due terzi della popolazione di rifugiati. Garantire che i giovani sud sudanesi, compresi i rifugiati, abbiano accesso a istruzione e opportunità adeguate per realizzarsi pienamente è essenziale affinché il Sud Sudan possa diventare una nazione prospera e stabile». Oltre 2,3 milioni, al momento, i sud sudanesi che vivono  come rifugiati nei Paesi limitrofi mentre 1,9 milioni sono sfollati all’interno del Paese.

Nell’ambito del Piano di Risposta Regionale per i Rifugiati del Sud Sudan, si legge ancora nella nota, «l’Unhcr e i suoi partner hanno chiesto 1,4 miliardi di dollari per fornire assistenza umanitaria ai rifugiati. Ad oggi è stato ricevuto solo il 21 per cento dei finanziamenti necessari e di conseguenza le esigenze dei rifugiati superano di gran lunga le risorse disponibili».

10 luglio 2019