Suicidio assistito: primo ok dalla Camera

Il testo modificato con l’approvazione di alcuni emendamenti. Prevista l’obiezione di coscienza per medici e infermieri. Il 13 dicembre la discussione in Aula

Approvato dalle commissioni congiunte Giustizia e Affari sociali della Camera dei deputati il testo base della legge sul suicidio assistito. Un provvedimento nato per recepire la sentenza della Corte costituzionale 242/2019 in materia di fine vita, che reca quindi disposizioni sulla morte volontaria medicalmente assistita, atteso in Aula lunedì prossimo, 13 dicembre, per la discussione generale. Al momento si sono espressi a favore Pd, M5s, Leu, Iv e Più Europa. Contrario tutto il centrodestra: Lega, Forza Italia, Coraggio Italia e Fdi.

Il testo base è stato modificato con l’approvazione di alcuni emendamenti. Inserita, anzitutto, la non punibilità retroattiva per i casi precedenti alla legge. «Non è punibile – si legge nel testo – chiunque sia stato condannato, anche con sentenza passata in giudicato, per aver agevolato in qualsiasi modo la morte volontaria medicalmente assistita di una persona prima dell’entrata in vigore della presente legge, qualora al momento del fatto ricorressero i presupposti e le condizioni di cui all’articolo tre della presente legge e la volontà libera, informata e consapevole della persona richiedente fosse stata in inequivocabilmente accertata». Prevista anche l’obiezione di coscienza per medici e infermieri, ai quali è richiesta però una «preventiva dichiarazione». Gli enti ospedalieri pubblici autorizzati sono tenuti in ogni caso ad assicurare l’espletamento delle procedure previste dalla legge.

10 dicembre 2021