Teatri, nuova stagione tra classici e novità
Una panoramica tra i cartelloni delle principali sale cittadine. I direttori artistici lamentano le difficoltà, dalle scarse sovvenzioni ai rincari per la crisi energetica
Nei teatri della Capitale sta per iniziare – o è già partita – la nuova stagione. Decine gli appuntamenti che si snodano tra l’autunno e la fine della prossima primavera, nonostante le difficoltà dopo due anni drammatici a causa del Covid. Un periodo «non facile, anche per le poche sovvenzioni che abbiamo, ma ciò non ci sta impedendo di ripartire e avere già i primi riscontri importanti come qualità della programmazione e numero di abbonati», spiega Geppy Gleijeses, direttore artistico del Teatro Quirino. Qui la stagione è iniziata a settembre con “Un tè per due Regine” e ai primi di ottobre con “Fedra” di Seneca per la regia di Elena Sofia Ricci. Tra gli altri grandi attori, Gleijeses ci tiene a citare Silvio Orlando con “La Vita davanti a sé”, Franco Branciaroli con “Il mercante di Venezia”, Filippo Dini con “Il Crogiuolo” di Arthur Miller, ma anche il ritorno di Emilio Solfrizzi ne “Il Malato Immaginario” di Molière. Tra i grandi classici anche “Uno, Nessuno e Centomila”, “Come tu mi vuoi”, e “Così è, se vi pare” di Pirandello, l’ultimo dei quali diretto proprio da Gleijeses. Un altro intramontabile, il “Riccardo III” di Shakespeare con la regia dell’ungherese Kriszta Székely, andrà in scena a maggio, prima della conclusione di stagione con “Il Calapranzi”, di Harold Pinter, diretto da Claudio Gregori e Simone Colombari.
Non solo il post-pandemia ma anche la crisi energetica «rischia di stritolare un settore già martoriato», denuncia invece Roberta Blasi, alla direzione artistica del Teatro Ghione, che inizia la sua stagione il 5 novembre con il tributo agli 80 anni di Barbra Streisand, con la voce di Donatella Pandimiglio. «Una programmazione di ampio respiro, con molti eventi musicali – spiega – senza dimenticare gli intramontabili». Come “Nelle mie corde” con Dodi Battaglia, per la regia di Fausto Brizzi, e a novembre “A cuore aperto” di Massimo Wertmuller e “A tu per te” di Maurizio Casagrande. Pietro De Silvia, invece, omaggia Gaber con “Ricomincio da G.”. Due classici, “Il lago dei Cigni” e “A Christmas Carol”, apriranno il mese di dicembre, che proseguirà con il tributo a Battisti e Dalla in “Lucio incontra Lucio”, di Sebastiano Somma. Nel 2023, tra i vari spettacoli, “Il Fu Mattia Pascal” con Giorgio Marchesi e il “Romeo e Giulietta” diretto da Valentina Cognatti. Fine di stagione con “L’avaro” di Molière per la regia di Andrea Buscemi, il 26 e 27 aprile. Una programmazione accessibile anche a non udenti e non vedenti. Ogni spettacolo, infatti, «avrà una serata con audioguida e descrizione tattile delle scenografie e con la traduzione in Lis di ciò che avviene sul palco».
Vasta programmazione anche per il Teatro Argentina e il Teatro India, facenti parte entrambi del Teatro di Roma. «Una stagione di riconnessione», per riproporre «il valore imprescindibile dell’arte dal vivo come azione collettiva, in grado di stimolare nuove relazioni con il pubblico e la città», spiega Gianluca Sole, commissario straordinario del Teatro di Roma. L’anno si erge su due grandi pilastri: «Investire nel ritorno del grande pubblico e nel sostegno al lavoro degli artisti, una categoria fortemente segnata dalle emergenze». L’Argentina parte il 18 ottobre con “Pupo di Zucchero” diretto da Emma Dante e prosegue con “Faith, Hope and Charity” e “L’Amleto”. A dicembre, invece, protagonista Massimo Popolizio, con la direzione e l’interpretazione di “Furore” di John Steinbeck e con “Popolizio legge Belli”. Nel 2023 da segnalare “Chi ha paura di Virginia Woolf” e “Pour un oui ou pour un non”. Ad aprile arriva la musica rock con “Lazarus” del compianto David Bowie e Enda Walsh, nella versione di Valter Malosti e con Manuel Agnelli. La stagione si concluderà con “Edificio 3”, dal 16 al 21 maggio, di Claudio Tolcachir. L’India, invece, parte il 19 ottobre con “Tutto Brucia”, di Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande. Da non perdere poi “L’angelo della Storia” e “Hedvig”. Nel nuovo anno, tra gli altri, “Così fan tutte”, “Come tutte le ragazze libere” e l’omaggio alla Capitale “Strade de Roma”, che celebra i poeti contemporanei della città. Il finale a giugno, dal 13 al 25, con “La mano sinistra”, di Industria Indipendente.
12 ottobre 2022

