Vaccini, dalla Regione Lazio una legge a tutela dei piccoli immunodepressi

La proposta all’esame del Consiglio per l’approvazione definitiva. Il governatore Zingaretti: «È una questione di civiltà. La nostra priorità: tutelare i più deboli»

«Il caso del piccolo Matteo ha chiarito quanto fosse necessario un intervento in questo settore per garantire il diritto dei più deboli di andare a scuola». Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti fa riferimento al caso del bambino  immunodepresso dopo una leucemia e conseguente chemioterapia, costretto a casa, alla fine di febbraio, perché cinque dei compagni di classe non erano vaccinati, per spiegare il senso della proposta di legge approvata ieri, 9 aprile dalla sua giunta. L’obiettivo: tutelare i minori più deboli che a causa di un accertato pericolo per la salute siano costretti a omettere o differire le vaccinazioni obbligatorie.

In collaborazione con le Asl, la proposta di legge è finalizzata a garantire in modo omogeneo su tutto il territorio regionale le attività dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute. In concreto, l’articolo 2 prevede che nelle scuole dell’obbligo in presenza di classi nelle quali vi siano più di due minori non vaccinati le Aziende sanitarie possano proporre misure provvisorie che comporterebbero la temporanea sospensione dall’attività scolastica dei minori non vaccinati in attesa della regolarizzazione.

«È una questione di civiltà – il commento del presidente Zingaretti -. La nostra priorità è sempre stata quella di tutelare i più deboli e i bambini immunodepressi garantendo loro l’accesso all’istruzione». Un obiettivo prioritario per la una Regione come il Lazio che, stando ai dati del ministero della Salute, è al top al livello nazionale nelle vaccinazioni in età pediatrica, superando di gran lunga la copertura del 95%. Il dato arriva oltre il 98% per il vaccino contro il polio, la difterite, il tetano, epatite B e la pertosse e oltre il 97% per il morbillo, la parotite e la rosolia. Per l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato è «un risultato straordinario, raggiunto grazie ad uno sforzo importante dei centri vaccinali e grazie alla creazione nel Lazio dell’Anagrafe vaccinale. Ora questo lavoro va consolidato mantenendo alta l’attenzione, a tutela della salute dei più piccoli».

10 aprile 2019