World Watch List 2015, in aumento le persecuzioni contro i cristiani

Presentato il rapporto annuale dell’organizzazione di soccorso non confessionale Open Doors. Tra i Paesi in cima alla lista nera, Siria, Iraq, Corea del Nord, ma anche Somalia, Sudan, Eritrea e Nigeria

Cristiani minacciati e sotto attacco in diverse parti del mondo. Dopo il rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre sulla libertà religiosa, la conferma arriva anche dal “World Watch List 2015”, il rapporto annuale presentato dall’organizzazione di soccorso non confessionale Open Doors. “Osservati speciali”: Medio Oriente, Africa e Asia, con un’attenzione particolare al crescente attacco alle minoranze cristiane in particolare in Iraq e Siria.

Corea del Nord, Somalia, Iraq, Siria, Afghanistan, Sudan, Iran, Pakistan, Eritrea e Nigeria: questi i primi 10 Paesi in cima a questa lista nera per violazioni e persecuzioni, che colpiscono in tutto il mondo più di 100 milioni di cristiani, attaccati, riferisce il documento, a causa della loro fede o etnia. Basti pensare alla Siria, dove prima della guerra civile i cristiani erano 1,8 milioni; oggi ne restano 1,1 milioni, molti dei quali costretti a vivere da rifugiati nel loro stesso Paese. Lo stesso accade ai cristiani e alle popolazioni non islamiche nell’Iraq sotto controllo dello “Stato islamico”.

Dall’analisi della World Watch List risulta che più colpiti dalla persecuzione, come negli anni precedenti, sono i cristiani nella Corea del Nord: circa 70mila di essi sono stati imprigionati in campi di lavoro. Peggiora la situazione anche in Africa, soprattutto in Somalia, con la milizia islamista Al-Shabaab, in Sudan, Eritrea e Nigeria con il clima di violenza e di persecuzione da parte del gruppo islamico Boko Haram.

9 gennaio 2015