Basilica di San Pietro: presentati gli ultimi restauri

Ultimati i lavori sui monumenti funebri di Paolo III e Urbano VIII. Nuova luce nella Necropoli e nelle Grotte Vaticane. Gambetti: «Vedremo gli spazi archeologici come li hanno visti i primi cristiani»

Il completamento di un importante trittico di restauri nella basilica di San Pietro, un intervento sulla sicurezza per visitatori e pellegrini, un nuovo impianto di illuminazione nella Necropoli. Sono stati illustrati venerdì 11 aprile dal vicario del Papa per la Città del Vaticano e presidente della Fabbrica di San Pietro il cardinale Mauro Gambetti, dall’ingegnere Alberto Capitanucci, responsabile dell’area tecnica e beni culturali della Fabbrica, dal professore Pietro Zander, responsabile della sezione Necropoli e Beni artistici della Fabbrica, e dall’ingegnere Stefano Marsella, direttore per l’innovazione tecnologica e risorse logistiche del Dipartimento dei Vigili del Fuoco italiano.

Il restauro è quello che Papa Francesco si era recato a visitare, sorprendendo il mondo, coperto da un semplice poncho, lo scorso 10 aprile. Ha riguardato i monumenti funebri di due suoi predecessori: Paolo III Farnese, opera di Guglielmo della Porta, e Urbano VIII Barberini, del Bernini. Un progetto durato circa 14 mesi che ha interessato anche il Baldacchino e il Monumento per la Cattedra di San Pietro, in occasione del Giubileo. A questi si aggiungono la riqualificazione illuminotecnica della Necropoli, delle Sale archeologiche e delle Grotte Vaticane, e l’introduzione, in occasione dei flussi straordinari dell’Anno Santo, del piano di esodo della basilica di San Pietro, realizzato in sinergia con il corpo dei Vigli del fuoco italiano, d’intesa con il comando dei Vigili del fuoco del Governatorato vaticano. Uno studio e un progetto per ridurre rischi in situazioni critiche, destinato a diventare un modello di riferimento anche per altri luoghi di culto a livello mondiale.

Un’operazione che, ha detto Gambetti, rivela «gesti di luce e di memoria, che accompagnano il pellegrino in un’esperienza di contemplazione, fede e bellezza. Vogliamo offrire un’immersione nella storia e l’esperienza profonda del sacro. Vedremo gli spazi archeologici come li hanno visti i primi cristiani, i Papi di secoli addietro, nello splendore di chiaroscuri che rimandano alla luce delle fiaccole che illuminarono la nascita della Chiesa e la nostra strada». Come ha spiegato Capitanucci riferendosi proprio alla nuova illuminazione della necropoli, «la luce nello spazio del sacro non è solo arte e sicurezza ma in generale poesia». Zander ha aggiunto che l’intervento, realizzato grazie al sostegno economico dei Cavalieri di Colombo, si è reso necessario per aggiornare l’impianto del 2000 con «apparecchi adeguati al sito che rispettino il delicato equilibrio di temperatura e umidità», regolabili nella temperatura colore e nell’intensità.

Il restauro dei due monumenti funebri è stato completato in tempi record: in appena tre mesi. Si trovano ai lati della Cattedra di Pietro e, ha sottolineato Zander, «sono posti, non a caso, l’uno di fronte all’altro. Paolo III, il Papa che chiamò Michelangelo alla Fabbrica di San Pietro, è infatti colui che ha avviato a conclusione la costruzione della basilica che, centoventi anni dopo la posa della prima pietra, fu solennemente consacrata il 18 novembre 1626 da Papa Urbano VIII».

Infine, per quanto riguarda il piano d’esodo, è stato realizzato, ha spiegato Marsella, basandosi su «simulazioni realistiche che riproducono l’afflusso di persone in due scenari principali: durante le celebrazioni liturgiche, con circa 5mila partecipanti, e in periodi di visita turistica e di pellegrini, dove il numero scende leggermente a 4mila visitatori», e tenendo presenti le difficoltà di persone con mobilità ridotta. Per quanto riguarda la sicurezza infatti non sono stati valutati i rischi di attentati, per la grande attenzione che viene posta nell’accesso alla basilica, e di incendio, non essendoci praticamente materiali combustibili. Di fatto, sono state realizzate delle rampe mobili di accesso per superare i gradini all’ingresso, in modo da favorire l’accessibilità e la sicurezza. Un piano che è stato anche visionato e approvato da Ed Galea, dell’Università di Greenwich, considerato uno dei massimi esperti mondiali in materia.

14 aprile 2025