Giovani e tecnologia, tra potenzialità e dipendenze
Presentata la ricerca promossa da Isma e Regione Lazio che ha coinvolto 500 genitori di ragazzi tra i 6 e i 18 anni. L’occasione: la prima Giornata regionale delle dipendenze. Il governatore Rocca: «Non bisogna avere paura dello stigma»
Quello tra giovani e tecnologia è un rapporto così simbiotico da incrinare l’armonia familiare. A parlare sono i numeri: l’83% dei minori tra i 6 e i 18 anni possiede uno smartphone, percentuale che sale al 96% se si considera la fascia d’età tra i 17 e i 18 anni. Una tendenza rilevante nel Sud Italia, dove il 44% dei ragazzi ne fa un uso costante. Questo incide negativamente sull’equilibrio domestico, specie se i figli sono in età preadolescenziale: circa il 40% dei genitori di minori tra i 6 e i 16 anni riconosce i conflitti legati all’uso dei device. La fascia più critica è quella tra gli 11 e i 13 anni, dove i dissidi salgono al 53%. È quanto emerge dalla ricerca “Le dipendenze digitali tra i minori”, promossa da Isma (Istituti di Santa Maria in Aquiro) e Regione Lazio. Condotta tra marzo e aprile dall’Istituto Piepoli, ha coinvolto 500 genitori di figli tra i 6 e i 18 anni residenti nel Lazio. Il report è stato presentato questa mattina, 6 maggio, a L’Opificio Italiacamp nell’ambito della prima edizione della Giornata regionale delle dipendenze.
La ricerca svela che i più piccoli sono maggiormente attratti dai videogiochi e dai video, mentre i ragazzi tra i 17 e i 18 anni trascorrono il tempo in chat (il 71%) e sui social media (il 72%). Per questa specifica fascia di età, sono molteplici i timori dei genitori legati alle insidie del web. Il pensiero, soprattutto per le ragazze, va ai tentativi di adescamento online e in generale ai rischi conseguenti all’esposizione del proprio corpo. A seguire l’ansia per il cyberbullismo, per le truffe digitali, unite alla preoccupazione per una visione distorta della realtà, influenzata da modelli irreali fatti di corpi perfetti e guadagni facili.
Tra i sintomi rilevati dai genitori imputabili a un uso eccessivo dei dispositivi elettronici ci sono l’irritabilità in assenza di device nel 33% dei casi, riduzione del sonno nel 26%, calo del rendimento scolastico nel 23% e isolamento sociale nel 22%. Nonostante l’82% dei genitori intervistati dichiari di stabilire regole chiare, la difficoltà nel farle rispettare rimane il principale ostacolo per il 47% che riterrebbe utile una adeguata formazione, interventi scolastici e supporto psicologico.
Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano «la questione delle dipendenze richiede la collaborazione di più livelli istituzionali». L’istituzione di una specifica giornata sul tema, nata in attuazione della Legge Regionale n. 5/2025, che ne stabilisce la celebrazione annuale il 6 maggio, per Mantovano «è importante perché mostra quanto l’impegno di una Regione tra le più importanti d’Italia sia in prima linea per svolgere quell’opera di prevenzione che è fondamentale». Alle famiglie e ai giovani ha detto: «Non siete soli».
Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha sottolineato che «in oltre il 60% degli istituti del Lazio è presente uno sportello sulle dipendenze. Lavoriamo con le famiglie e con i docenti. Per noi è importante cercare di anticipare le trasformazioni sociali; oggi gli adolescenti sono preda del digitale, che avrebbe bisogno di una regolamentazione, e sono preda del gioco digitale che è sottovalutato. Non bisogna avere paura dello stigma, ma è fondamentale rivolgersi ai nostri sportelli, agli enti del terzo settore, a chi ogni giorno è impegnato per supportare chi soffre per una dipendenza».
Antonio De Napoli, presidente dell’Aso Isma, si è soffermato sulla necessità, da un lato, di «investire in percorsi di formazione e prevenzione del disagio, e dall’altro di rafforzare le iniziative che offrano alternative concrete di relazione e spazi di socialità reale». L’intento è quello di avviare «un processo strutturato per garantire un impegno stabile sul complesso tema delle dipendenze comportamentali». Di sfide future ha parlato la vicepresidente Maria Beatrice Baldini per la quale bisogna «mettere a sistema ciò che già esiste, rafforzando formazione, supporto educativo e il dialogo tra scuola, servizi e famiglie. Solo così possiamo accompagnare i più giovani verso un uso più consapevole del digitale e prevenire situazioni di disagio».
6 maggio 2026

