Asia Bibi, la Farnesina: «Seguiamo con attenzione la situazione»
Il ministro degli Affari esteri, «in sintonia con le istanze espresse da tanti italiani», assicura «massimo impegno» nel monitorare la vicenda della donna cristiana assolta in Pakistan dall’accusa di blasfemia, dopo 10 anni di carcere
Porta la data del 6 novembre la nota diffusa dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale nella quale si afferma che il titolare del dicastero Enzo Moavero Milanesi e tutta la Farnesina, «in sintonia con le istanze espresse da tanti Italiani, continuano a seguire con massimo impegno e attenzione la situazione della signora Asia Bibi, in stretto collegamento con l’Ambasciata d’Italia in Pakistan e mantenendo un costante coordinamento con tutti gli Stati interessati». La Farnesina, si legge nel testo, «è pronta a dare seguito alle determinazioni che il governo potrà assumere».
Nella stessa giornata, dal marito della donna – accusata di blasfemia e condannata a morte nel 2010 -, Ashiq Masih, era arrivato un appello al governo italiano, tramite la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre. «Aiutateci a uscire dal Pakistan, dove io e la mia famiglia siamo in pericolo», le parole dell’uomo, che ha aggiunto: «È molto importante che la comunità internazionale e i media tengano alta l’attenzione per far restare viva Asia Bibi. In questo momento siamo estremamente preoccupati perché la nostra vita è in pericolo e abbiamo difficoltà a trovare anche da mangiare».
Intanto per la donna divenuta simbolo delle persecuzioni dei cristiani nel mondo si mobilita anche la città di Bologna, dove le Acli organizzano per il 12 novembre il presidio #SaveAsiaBibi, in piazza Re Enzo (ore 18). «Di fronte alla vicenda emblematica di Asia Bibi e allo spaventoso aumento delle persecuzioni dei cristiani nel mondo, al preoccupante crescendo degli estremismi, dei nazionalismi di matrice religiosa e delle persecuzioni, anche violente, non abbiamo potuto restare indifferenti ed esimerci dallo scendere in piazza per manifestare il nostro pensiero», spiega il presidente provinciale delle Acli di Bologna Filippo Diaco. L’auspicio è «che l’Italia, e Bologna in particolare, per la sua lunga storia e tradizione di accoglienza, possano darsi disponibili ad accogliere Asia Bibi e la sua famiglia, la cui unica colpa è essere cristiani. Con lei, lunedì ricorderemo tutti i cristiani vessati, incarcerati, torturati, uccisi nel mondo – prosegue – e tutti coloro che sono perseguitati per la propria fede e le proprie idee».
7 novembre 2018

