A Rebibbia un progetto per la diagnosi preoce dei tumori

Il progetto “Francesco Marabotto”, promosso dalla Caritas diocesana, garantisce lo screening dei tumori femminili in maniera sistematica

Il progetto “Francesco Marabotto”, promosso dalla Caritas diocesana, garantisce lo screening dei tumori femminili in maniera sistematica

L’associazione Volontari in Carcere promossa dalla Caritas di Roma ha dato
vita al Progetto “Francesco Marabotto” per la salute in Carcere per portare
la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori femminili tra le donne della
Casa Circondariale Femminile di Rebibbia. L’esigenza di garantire lo screening dei tumori femminili in maniera sistematica e diffusa si scontra in carcere con le esigenze di sicurezza,
con il risultato di fermare ogni iniziativa in tal senso. Per fare una
mammografia o un’ecografia ogni donna dovrebbe essere accompagnata con
scorta nella struttura sanitaria, con un’organizzazione e dei costi
impensabili oggi.

Per questo, il Progetto – dedicato a Francesco Marabotto, giornalista medico
scientifico scomparso nel 2014 e “amico” della Caritas  – si propone di
portare le attività di screening “a domicilio”, attraverso l’uso di pulmini,
macchinari mobili e personale specializzato. E si propone di farlo da oggi
in poi, garantendo continuità alle attività di prevenzione, finché sarà
necessario.

L’Associazione VIC Volontari In Carcere e l’Associazione Susan G. Komen
Italia per la lotta ai tumori del seno insieme alla Direzione della Casa
Circondariale Femminile Rebibbia hanno unito le forze per promuovere la
prevenzione all’interno delle mura del carcere, estendendo le attività
educative e di prevenzione alle donne detenute e al personale femminile di
polizia penitenziaria e amministrativo dell’Istituto.

La Casa Circondariale Femminile di Rebibbia è il carcere femminile più
grande d’Italia e d’Europa con oltre 300 donne detenute e oltre 150 donne
che vi lavorano. A tutte loro viene offerta la possibilità di fare lo
screening mammario con l’ecografia per le donne sotto i 40 anni e la
mammografia per quelle che hanno un’età superiore.

Venerdì 20 novembre nella biblioteca del carcere si è tenuto il primo
incontro di informazione e sensibilizzazione delle donne sul tema delle
prevenzione insieme a una dottoressa medico chirurgo del Centro integrato di
senologia del Policlinico Gemelli e a una donna operata di tumore al seno
volontaria di Komen Italia. Il 1° e 2 dicembre entreranno nell’Istituto
personale medico e infermieristici, tecnici di radiologia, le attrezzature
mobili per effettuare le mammografie e le ecografie alle donne di Rebibbia
in collaborazione con la Asl interna al carcere.

Il Progetto Francesco Marabotto si affianca alla Asl nelle attività di
prevenzione dei tumori femminili, offrendo personale e strumenti per lo
screening, ma anche con attività di informazione e sensibilizzazione delle
donne sul tema. Portare la prevenzione secondaria tra le donne del carcere
vuol dire restituire dignità e identità di genere anche a chi sta scontando
una pena; vuol dire pensare alle donne non per il reato commesso ma come
donne che hanno un futuro e hanno diritto a un futuro in salute; vuol dire
rendere il carcere un’occasione di crescita e di cambiamento anche rispetto
al proprio corpo e alla sua cura, alla attenzione a sé e agli altri nella
gestione della salute.

Francesco Marabotto è stato un giornalista e uomo di cultura, mancato il 27
gennaio 2014 dopo una lunga malattia. Ha dedicato la sua vita professionale,
svolta all’Ansa, all’informazione medico-scientifica, cercando di offrire
un’informazione rigorosa, completa e attenta alle esigenze delle persone
malate. Ha collaborato con il VIC, lasciando tra le sue ultime volontà la
realizzazione del progetto per la salute in carcere.

 

30 novembre 2015