Al Bambino Gesù gli attori leggono le favole ai piccoli ricoverati

Inaugurata la rassegna “C’era una volta”, a cura di Fondazione De Sanctis, con Raoul Bova, Paolo Calabresi, Cristiana Capotondi, Matilda De Angelis, Giorgio Pasotti, Pif e Benedetta Porcaroli

Giorgio Pasotti con “Biancaneve e i sette nani”, seguito da Benedetta Porcaroli con la “Volpe e la cicogna”. Sono stati loro a inaugurare, venerdì 29 aprile, all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma la rassegna “C’era una volta”, a cura di Fondazione De Sanctis, in collaborazione con Aopi (Associazione ospedali pediatrici italiani). Insieme a loro, Raoul Bova, Paolo Calabresi, Cristiana Capotondi, Matilda De Angelis e Pif. Indossati magliette e cappellino con la scritta “C’era una volta”, sono stati accolti dai piccoli nello spazio del Castello dei giochi, si sono concessi a foto ricordo e autografi, quindi, avvicendandosi nei vari reparti dell’ospedale, hanno letto le favole ai bambini, regalando a loro e ai loro genitori un momento di evasione.

La rassegna porta attori e attrici italiani, tra i più amati dal pubblico, negli ospedali pediatrici d’Italia per raccontare le fiabe della tradizione ai piccoli pazienti. Nei diversi reparti del Bambino Gesù, Paolo Calabresi ha letto una favola scritta da lui, “La pancia dell’aeroplano”, mentre Pif ha letto “La lepre e la tartaruga “; Cristiana Capotondi si è cimentata con “Pinocchio, Matilda De Angelis con “Giacomino e il fagiolo magico”, Raoul Bova ha letto “Raperonzolo”. «I nostri pensieri sono rivolti ai bambini afgani, ai siriani, agli ucraini, a tutti i bambini del mondo, in quei Paesi in cui non si è in pace da anni. Le fiabe sono un mezzo per poterli accarezzare – ha detto spiegando il senso dell’iniziativa Francesco De Sanctis, presidente della omonima Fondazione -. Ho preso in prestito la frase di un grande scrittore, Italo Calvino, che diceva: “L’unica convinzione che mi spingeva nel viaggio tra le fiabe è questa: le fiabe sono vere perché prese tutte insieme sono una spiegazione generale della vita”. Come gli eroi e le eroine di quelle fiabe – ha concluso – possiamo sconfiggere le avversità, l’incantesimo della solitudine, e vivere per un momento felici e contenti».

Al centro, insomma, c’è quel «diritto a rimanere bambini» di cui ha parlato il presidente Aopi Alberto Zanobini, che esiste anche nella malattia. «”Bambinità” – ha ricordato – è un termine della Treccani, in cui si evidenziano le qualità essenziali dell’essere bambini, che si differenzia dall’essere umano adulto. Noi vogliamo che i bambini quando sono in ospedale abbiamo diritto a tutti i loro diritti, dal gioco alla scuola». Sulla stessa linea il commenta della presidente del Bambino Gesù Mariella Enoc. «Tutti i bambini del mondo – noi abbiamo accolto al Bambino Gesù i bambini ucraini – hanno diritto alle fiabe – ha evidenziato -. Oggi deve essere un momento di divertimento, il momento è tutto vostro, ci sono tanti attori e attrici che vi leggeranno le fiabe – ha detto rivolgendosi direttamente ai piccoli pazienti -. Ascoltare è molto bello soprattutto se leggono attori e attrici bravi come loro».

La rassegna proseguirà il 6 maggio al Meyer di Firenze; il 13 maggio all’Istituto Giannina Gaslini di Genova; il 20 maggio al Santobono-Pausilipon di Napoli e il 27 maggio all’Irccs materno infantile Burlo Garofolo di Trieste. Tutte le volte con grandi protagonisti del cinema e del teatro italiani.

2 maggio 2022