Bonus 600 euro e disabilità, le organizzazioni scrivono al governo

Il nodo da sciogliere: la compatibilità tra la misura straordinaria e le pensioni di invalidità. La lettera aperta di Fish, Fand, Favo, Uniamo e Ail all’esecutivo Conte

Il bonus da 600 euro per l’emergenza coronavirus e i lavoratori autonomi invalidi: dopo la risposta rassicurante dell’Inps, Fish, Fand, Favo, Uniamo e Ail scrivono al governo per chiarire il nodo della compatibilità con le integrazioni al reddito che questi lavoratori percepiscono in ragione appunto della loro invalidità. «Fra i recenti provvedimenti straordinari assunti in occasione dell’emergenza Covid-19 – scrivono in una lettera aperta diffusa questa mattina, 16 aprile – c’è anche il noto bonus di 600 euro, misura pensata per sostenere i lavoratori autonomi (comprese le cosiddette “partite IVA”) altrimenti privi di strumenti di protezione e di integrazione del reddito come la cassa integrazione. È senz’altro una misura che tenta di supportare una ampia fascia di persone in probabile difficoltà economica», osservano. Il problema è che «in fase di applicazione di quel bonus sono stati introdotti elementi che comportano una ingiustificabile disparità di trattamento per i lavoratori autonomi invalidi: se questi percepiscono una integrazione al reddito appunto in ragione della loro invalidità vengono esclusi dal nuovo bonus di 600 euro».

La Fish, ponendo il problema all’Inps, «ha già ottenuto una risposta: l’esclusione non riguarda le pensioni/assegni assistenziali, quelli per invalidità, cecità e sordità civile, ma “solo” le analoghe prestazioni previdenziali di invalidità, quelle che spesso constano di poche centinaia di euro e che derivano da versamenti previdenziali del lavoratore stesso». Di questa possibile discriminazione ora le associazioni chiedono conto al governo, raccomandando che «venga tempestivamente rimossa».

16 aprile 2020