Brexit, proroga massima al 26 maggio

La richiesta di posticipare il recesso del Regno Unito dalla Ue al 30 maggio bocciata sul piano legale, prima ancora di giungere al Consiglio europeo del 21-22 marzo

La richiesta del governo britannico di posticipare il Brexit al 30 giugno non può essere accolta a Bruxelles. La missiva firmata questa mattina, 20 marzo, dalla premier Theresa May, indirizzata al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, viene bocciata sul piano legale prima ancora di diventare parte del dibattito politico e di giungere sul tavolo del Consiglio europeo del 21-22 marzo. Infatti, si apprende da fonti Ue, un’estensione fino al 26 maggio – data limite delle elezioni del Parlamento europeo – sarebbe accettabile per l’Unione europea. Ma oltre tale data, il Regno Unito, risultando membro dell’Ue, dovrebbe essere chiamato a eleggere i suoi eurodeputati.

In sostanza, gli esperti legali lasciano intendere che i trattati e lo stato di diritto a livello comunitario «non possono essere sospesi», anche se si avesse la certezza dell’uscita di Londra dall’Unione poche settimane dopo le elezioni europee e comunque prima dell’insediamento del nuovo Parlamento europeo, fissato al 2 luglio. Quindi, il Consiglio europeo domani potrebbe approvare un’estensione del Brexit fino al 26 maggio; non dovrebbe invece acconsentire alla richiesta della May di dilazionare la scadenza del “divorzio” a fine giugno.

Secondo quanto rivelato dalla Bbc, la premier britannica nella sua lettera riafferma l’intenzione del governo del Regno Unito «di lasciare l’Unione europea in modo ordinato sulla base del withdrawal agreement firmato con la Ue lo scorso novembre». Poi il riassunto di quello che è accaduto negli ultimi giorni. Theresa May dice di non aver potuto chiedere un voto sul trattato che ha concordato con Bruxelles per colpa dello speaker della Camera dei Comuni John Bercow. «Rimane mia intenzione riportare l’accordo per un voto alla Camera – aggiunge la premier -. Sarà necessario più tempo perché il Parlamento ratifichi il trattato e, per questo motivo, chiedo un’estensione». May ha anche escluso la possibilità che il Regno Unito partecipi alle elezioni europee di maggio. «L’idea che tre anni dopo aver votato per uscire dall’Unione europea ai cittadini di questo Paese venga chiesto di eleggere nuovi parlamentari europei è inaccettabile», ha detto la premier.

20 marzo 2019