Compie 15 anni Il Centro della Fraternità San Carlo

Luogo di accoglienza e condivisione per i giovani, la struttura di via delle Sette Sale è «un’opera educativa, per condividere la vita»

Una storia lunga 15 anni, raccolta il un volume pieno di immagini, racconti e testimonianze. È “La grande casa”, a cura di Angelo Rinaldi e Gabriele Alessandrini, dedicato al Centro giovanile Il Centro, in via delle Sette Sale, tra il Colosseo e Santa Maria Maggiore, dato in gestione alla parrocchia di Santa Maria in Domnica quando la comunità fu affidata ai presbiteri della Fraternità San Carlo. «Gli anniversari – scrive nella prefazione il parroco don Sergio Ghio – aiutano ad accorgersi di una storia che si è vissuta, dei doni che si sono ricevuti, del cammino fatto magari in maniera inconsapevole. Questo libro vuole essere un piccolo strumento per accorgersi dell’esperienza vissuta e del compito che ci attende».

Il sacerdote ricorda gli inizi: i pomeriggi passati studiando insieme, «perché sarebbe un inganno un’amicizia che non condividesse quello che la vita chiede»; la fase della ristrutturazione, «perché la bellezza e la cura delle cose rivela l’amore alle persone molto più delle parole»; e l’inizio della tradizione della festa di giugno, con il suo calendario di incontri e appuntamenti. «Oggi – rileva – è più evidente che Il Centro è un’opera educativa, fatta di occasioni per condividere insieme la vita e aprirci a tutta la realtà.
Il cammino di questi anni ci ha reso più consapevoli che si può educare perché si viene educati. Ognuno di noi è fatto per camminare nell’avventura della vita, ma questo cammino non siamo in grado di compierlo da soli». Ed è la vita della comunità «ciò che ci educa. L’educazione non sarebbe tale se non arrivasse alla fede, alla scoperta di Gesù».

Di questa vita di comunità rendono testimonianza le foto: a essere ritratti, gesti semplici di aiuto che hanno segnato, negli anni, l’affermarsi di uno stile di gratuità. Protagonisti: i bambini e ragazzi dalle elementari alle superiori, alle prese con compiti, catechismo o con la proposta di un modo diverso di vivere il tempo libero; e adulti impegnati accanto a loro, dallo studio al riordino dei locali. In amicizia e fraternità, sottolineano dal Centro. Nasce così, da questo scambio, la proposta della festa di inizio estate, fatta di incontri e serate all’aperto. Molti anche gli “amici” del Centro protagonisti nel tempo del percorso intitolato “Il compito di educare”: da Mauro Magatti a Luigi Ballerini, da Gemma Capra Calabresi a Franco Nembrini, a molti altri ancora.

Il Centro, scrive ancora don Ghio, «cresciuto grazie al contributo di laici, sacerdoti e seminaristi della Fraternità san Carlo, vuole essere un luogo in cui imparare la stessa libertà». Sul modello educativo di don Giussani, «da cui impariamo sempre di più che il cristianesimo è l’incontro con un fatto integralmente umano che colpisce per la sua eccezionalità, per il suo essere risposta a quello che si desidera». Il Centro è semplicemente «questo aiuto all’umanità di ciascuno e la possibilità di realizzare se stessi partecipando di questa amicizia».

 Il libro può essere richiesto online su ilsitodelcentro.it, o scrivendo a centrogiovanile.roma@gmail.com.

8 ottobre 2015