Covid-19, la nota del Vicariato: «Contenere il virus e custodire la vicinanza»

La nota del vicegerente Palmieri con le indicazioni per fronteggiare l'emergenza in atto: rispondere a inquietudine e paura con «un di più di cura evangelica»

Una situazione epidemiologica «complessa e delicata». Una paura che è il motivo scatenante di tanta «inquietudine e sofferenza» nelle persone, «comprese quelle che frequentano le nostre comunità». Prende le mosse da questo stato di fatto la lettera indirizzata dal vicegerente della diocesi di Roma Gianpiero Palmieri alla comunità ecclesiale diocesana: una nota pastorale con le misure da applicare per contribuire a fronteggiare l’emergenza epidemiologica. E proprio riferito alla paura, l’arcivescovo commenta: «È un atteggiamento comprensibile ma dobbiamo rispondervi con un di più di cura evangelica, di prossimità empatica, di ascolto paziente. Ci è richiesto di rimanere lucidi e determinati nel fare quanto possibile per contenere il virus e nello stesso tempo per custodire la vicinanza a tutti, il “tu per tu” così prezioso in questo momento».

Il vicegerente ricorda le parole di Francesco all’udienza generale di mercoledì scorso, 4 novembre: «Dobbiamo essere molto attenti alle prescrizioni delle Autorità, sia le Autorità politiche che le autorità Sanitarie, per difenderci da questa pandemia. Offriamo al Signore questa distanza tra noi, per il bene di tutti e pensiamo, pensiamo tanto agli ammalati, a coloro che entrano negli ospedali già come scarti, pensiamo ai medici, agli infermieri, le infermiere, ai volontari, a tanta gente che lavora con gli ammalati». Quindi, riferito alle disposizioni contenute nel dpcm del 3 novembre, Palmieri si sofferma sulle indicazioni messe a punto dal cardinale vicario Angelo De Donatis insieme al consiglio episcopale. A cominciare da quello che riguarda i profili liturgici e sacramentali.

«Continuiamo a garantire che l’accesso ai luoghi di culto avvenga con modalità volte a evitare ogni forma di assembramento e tali da garantire ai presenti la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro», scrive l’arcivescovo. Le modalità rimangono quelle fisate dal protocollo sottoscritto da governo e Conferenza episcopale italiana il 7 maggio scorso, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico. «Si può celebrare il sacramento della confermazione e si precisa che le unzioni, nei sacramenti che le prescrivono, si possono compiere usando un batuffolo di cotone per ogni fedele; dopo la celebrazione i batuffoli usati verranno bruciati – si legge ancora nella lettera -. Per la distribuzione dell’Eucaristia ci si attenga alle indicazioni già contenute nelle precedenti Note del Vicariato». E ancora: «Eventuali benedizioni delle famiglie presso le loro case verranno impartite dall’ingresso dell’abitazione; si usino tutte le precauzioni necessarie se si entra in casa per la comunione eucaristica degli ammalati o per il sacramento dell’unzione».

Le indicazioni diffuse dal vicegerente prendono in esame anche il caso di contagio di uno dei presbiteri che risiedono in parrocchia, circostanza nella quale «è necessario che tutto il presbiterio si isoli in canonica e che ognuno chiami il proprio medico curante, per avere indicazioni su come e dove fare il tampone. Questo non significa però – chiarisce Palmieri – che si chiuda la parrocchia, a meno che la asl territoriale non lo ritenga necessario. Bisognerà sanificare la chiesa, la sagrestia e gli ambienti parrocchiali e insieme al parroco prefetto contattare altri sacerdoti per la celebrazione delle liturgie».

Per quanto riguarda infine la catechesi e le attività pastorali, il riferimento è a quanto stabilito dal dpcm con riferimento all’ambito scolastico. «È bene – evidenzia l’arcivescovo -, a partire dai gruppi giovanili post-cresima sino ai gruppi degli anziani, avvalersi della possibilità della modalità “a distanza”. Eventuali incontri occasionali “in presenza” dovranno avvenire nella scrupolosa osservanza di tutte le misure previste e con ogni prudenza. Per i bambini e i ragazzi che seguono gli itinerari di preparazione ai sacramenti dell’eucaristia e della confermazione, si potrà far ricorso alla modalità “in presenza”, in linea con quello che avviene nella scuola fino alla terza media». Dove invece non si ritenesse opportuno realizzare incontri in presenza, «chiediamo ai genitori e ai loro figli almeno la partecipazione alla Messa domenicale (ciò richiederà forse l’impegno a garantire che tutti possano accedervi, anche celebrando l’Eucaristia in altri orari) a cui affiancare alcune occasioni di catechesi familiare da vivere in casa». L’Ufficio catechistico, rende noto Palmieri, sta preparando del materiale per l’Avvento da proporre ai genitori, «accessibile a tutti perché centrato sulla condivisione dei vissuti familiari alla luce del Vangelo».

I programmi afferenti lo svolgimento di feste patronali «andranno limitati alle sole celebrazioni liturgiche». Da rinviare invece le esecuzioni musicali in chiesa al di fuori della liturgia. Ancora, «andranno evitate iniziative, quali ad esempio i pellegrinaggi e le uscite, che – per modalità di svolgimento o di convergenza dei partecipanti – possono alimentare rischiose forme di aggregazione. Invece attività caratterizzate dagli elementi tipici dei ritiri spirituali (come tempi di solitudine e silenzio) potranno essere svolte secondo le cautele vigenti».

I bambini e i ragazzi, è l’ultimo punto della nota pastorale, «possono accedere agli spazi ecclesiali destinati allo svolgimento di attività ricreative ed educative, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio dei genitori o di educatori volontari e con l’obbligo di adottare tutte le misure appropriate». Resta precluso, in base alle norme vigenti, lo svolgimento degli sport di contatto e delle competizioni ad essi connesse. «Sul piano prudenziale è bene, più in generale, sospendere ogni forma di attività sportiva, individuale o di gruppo, organizzata dall’ente ecclesiale nei propri spazi o ivi svolte dai soggetti terzi».

6 novembre 2020