Cresce l’attesa per il Papa a Ginevra
Tanta l’emozione all’interno della comunità romana in Svizzera. Padre Corrado Caroli, a capo della Missione cattolica: «La visita di Francesco è un segno di speranza per noi tutti»
(da Ginevra) Loredana ha quasi 70 anni, ha lasciato Roma quando era una bambina per trasferirsi a Ginevra. I suoi occhi sorridono e l’emozione le riempie il volto quando pensa che il prossimo 21 giugno vedrà Papa Francesco dal vivo. «Sono tanti anni che non vado a Roma – dice -; sapere che potrò vederlo da vicino mi fa battere forte il cuore. Non vedo l’ora». Lei e il marito sono tra le 43mila persone che parteciperanno alla Messa organizzata in occasione della visita ecumenica del Papa, inizialmente nata solo per celebrare i 70 anni del Consiglio ecumenico delle Chiese e, in un secondo momento, allargata anche ai fedeli con una Messa pubblica.
Un’occasione unica per la comunità cristiana svizzera. Papa Francesco è il terzo Papa che viene in visita nella città di Calvino: il primo fu Paolo VI nel 1969, poi Giovanni Paolo II nel 2004. Il Consiglio ecumenico delle Chiese raggruppa circa 350 Chiese protestanti, luterane, anglicane, ortodosse e cattoliche. Un’istituzione che rappresenta più di 500 milioni di cristiani nel mondo. La comunità italiana qui a Ginevra si riunisce intorno alla Missione cattolica che ha il suo fulcro nella Cappella di Santa Margherita, nel centrale quartiere di Eaux-Vives. Gestita fin dal 1907 dai padri Scalabriniani, negli anni è diventata un punto di riferimento per tutti gli emigrati italiani in questa parte di Svizzera francese.
Oggi, a gestire la Missione è padre Corrado Caroli, anche lui romano, da sempre parroco in mezzo agli emigrati italiani nel mondo. «La Missione è il luogo d’incontro degli italiani in Svizzera. L’emigrazione è cambiata. Se agli inizi del ‘900 c’era un gruppo più omogeneo, dagli anni ‘70/’80 hanno iniziato ad arrivare persone diverse ma culturalmente più preparate. Oggi, i romani presenti a Ginevra sono soprattutto famiglie giovani con bambini. Ci sono anche tanti laziali, in particolare da Frosinone. Gli anziani sono soprattutto i figli dei primi migranti». L’arrivo di Papa Francesco ha trovato un coinvolgimento totale: «I biglietti, gratuiti ma necessari per partecipare alla Messa, sono stati prenotati nel giro di poche settimane – riferisce padre Corrado -. Non ci saranno presenze solo da Ginevra ma verranno anche dal resto della Svizzera: da Berna, Zurigo, dalla vicina Losanna. La venuta del Papa è un evento imperdibile per tutti. Chi non potrà essere presente, seguirà la celebrazione in diretta televisiva. Vivendo lontani, in emigrazione – dice lo scalabriniano – un evento del genere ti porta ad avere questo grande desiderio di incontrare il Papa. I miei parrocchiani sono giorni che mi chiedono, quasi a cercare una conferma, se veramente lo potranno vedere dal vivo. Mi chiedono se passerà tra la folla a toccare le persone e salutarle. L’emozione è forte e l’attesa la rende ancora più intensa».
Giada è nata e cresciuta a Roma ma dal 2014 vive a Ginevra con marito e due figli: «La Missione è il nostro punto di riferimento – afferma -. Mi ci sono avvicinata subito, appena trasferitami qui a Ginevra. La venuta del Papa mi rende molto orgogliosa. Per me vuol dire accogliere qualcuno di estremamente importante in quella che negli ultimi anni è la mia città». Marie è svizzera ma di origine italiana e ha vissuto a Roma fino a cinque anni fa: «In occasione della visita del Papa farò servizio di pronto soccorso con l’Ordine di Malta. Non c’è che dire, non vedo l’ora di vederlo dal vivo. Sapere che sarà lì, così vicino, è un’emozione fortissima». Anche Cecilia è romana. Lavora all’università di Ginevra, insegna storia del cristianesimo antico nella facoltà di Teologia protestante e aspetta il suo primo figlio: «Quando hai persone e situazioni a portata di mano te ne rendi meno conto – ammette -, quando invece sono eccezioni, capisci la dimensione della cosa, il fatto che non sia abituale. Io collaboro con i Gesuiti e mi sento toccata dall’ecumenismo. Il fatto che il Papa venga qui e tocchi in modo diretto realtà così diverse è per me un grande segno di apertura. In quanto cristiana, credo sia al centro del messaggio in cui crediamo: unità e concordia».
Francesco arriverà a Ginevra alle 10. Sarà accolto e avrà un incontro privato con Alain Berset, presidente della Confederazione Svizzera. Successivamente, si riunirà in preghiera con i delegati del Consiglio ecumenico delle Chiese, con i quali avrà anche un incontro privato. Alle 17.30, al Palexpò, la grande struttura coperta che si trova proprio a ridosso dell’aeroporto di Ginevra, il Papa celebrerà la Messa davanti a 43mila fedeli e poi volerà alla volta di Roma. Imponenti le misure di sicurezza. Il tutto si svolgerà nell’area dell’aeroporto, che non sarà chiuso, come era stato ipotizzato in un primo momento, ma tutte le operazioni subiranno un notevole rallentamento. La vista del Papa non è solo un evento ma anche un segno importante, un riconoscimento per il lavoro svolto quotidianamente dalla Missione. «Nella Svizzera che immaginiamo noi – dice Padre Corrado -, impostata, austera, una presenza carismatica come quella di Papa Francesco aiuterà molto a incrementare questa fase del cammino ecumenico. Io credo che questa presenza aiuterà la causa e darà un senso a tutto il lavoro che svolgiamo durante l’anno».
15 giugno 2018

