Dai Salesiani un “sì” all’appello all’accoglienza

La congregazione aderisce all’invito di Francesco. Il Rettor Maggiore Artime: «Ogni ispettoria valuti cosa può fare, in nome della fraternità evangelica»

La congregazione fondata da don Bosco aderisce all’invito di Francesco. Il Rettor Maggiore: «Ogni ispettoria valuti cosa può fare, in nome della fraternità evangelica»

Valutare «ciò che ogni ispettoria può fare e ciò che si può chiedere a ogni comunità e parrocchia, perché siano disponibili ad accogliere nelle nostre opere famiglie di migranti». Attraverso le parole del Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, la famiglia Salesiana aderisce all’appello lanciato da Papa Francesco domenica 6 settembre per l’accoglienza dei profughi. In una lettera inviata oggi, 9 settembre, agli ispettori provinciali delle ispettorie d’Europa, don Artime, in sintonia con il carisma salesiano invita a prestare una particolare attenzione «ai minori non accompagnati e ai giovani. Ospitiamo anche una sola famiglia, quattro o cinque persone; con il poco di tutti, faremo tanto, anche in collaborazione con le Chiese locali e il territorio».

Dall’Argentina, dove si trova per celebrare il bicentenario della nascita di don Bosco con oltre 7mila giovani, il Rettor Maggiore mette in evidenza «l’immane tragedia dei profughi e degli immigrati che a migliaia fuggono dai loro Paesi per la guerra, le distruzioni, la fame, le persecuzioni e approdano in Europa, esponendosi a gravi pericoli per le attraversate del mare e per i ricatti degli scafisti. Di fronte a tanta tragedia – commenta – non possiamo rimanere indifferenti a tante necessità».

Di qui l’invito a quella «concretezza delle risposte» insegnata da don Bosco e ricordata anche da Francesco nella visita a Valdocco dello scorso 21 giugno. «Il salesiano – le parole del Papa in quell’occasione citate da don Artime – è concreto, vede il problema, ci pensa e lo prende in mano». Proprio per questo, «in nome della carità e fraternità evangelica – prosegue il Rettor Maggiore -, come risposta alla chiamata del Signore e al grido del Papa Francesco, vi ringrazio per la generosità con cui mobiliterete tutte le risorse possibili in favore di chi con urgenza ci rivolge un appello pressante».

9 settembre 2015