De Donatis: nell’umiltà il «segreto» della santità di Papa Luciani

Il cardinale vicario ha presieduto la veglia di preghiera in preparazione alla beatificazione. Video e immagini della presa di possesso della Cattedra, il 23 settembre 1978, tratte dagli Archivi Vaticani

Il termine humilitas, umiltà, è quello che «racchiude meglio la testimonianza di santità di Albino Luciani, scelto non a caso nel suo motto episcopale. Nella sua vita ha saputo vivere autenticamente la virtù dell’umiltà, come dono dello Spirito, che gli ha permesso di fare spazio a Dio». Una virtù che, per il cardinale vicario Angelo De Donatis, è «il filo rosso che caratterizza e unifica tutta l’esistenza di Papa Giovanni Paolo I». Il porporato sabato 3 settembre nella basilica di San Giovanni in Laterano ha presieduto la veglia di preghiera in preparazione alla beatificazione di Giovanni Paolo I, svoltasi ieri, 4 settembre, in piazza San Pietro con Papa Francesco. De Donatis ha evidenziato che Luciani ha fatto «dell’umiltà la forza della sua vita cristiana e il segreto della sua santità» Per lui, infatti, l’umiltà «non è stato mai un pensare basso di sé ma un vivere accogliendo la propria piccolezza, confidando totalmente in Dio e non nelle proprie forze, donandosi agli altri con semplicità e gratuità». Riprendendo le parole dell’apostolo Pietro, De Donatis ha esortato i partecipanti a rivestirsi «tutti di umiltà gli uni verso gli altri, incoraggiati dalla testimonianza di Giovanni Paolo I».

Particolarmente emozionanti per i fedeli i momenti in cui la viva voce del Papa del sorriso è risuonata in basilica. Dagli altoparlanti, infatti, sono stati diffusi ampi stralci dell’omelia che Papa Luciani pronunciò il 23 settembre 1978 in occasione della presa di possesso della Cattedra, a San Giovanni in Laterano, mentre sui maxischermi scorrevano immagini e video di quella cerimonia e di tanti altri momenti salienti del suo breve pontificato. Audio e video tratti dagli Archivi Vaticani – il cui montaggio è stato curato dalla diocesi di Roma, dalla Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I e da Telepace – che mostrano la gioiosa accoglienza dei fedeli al nuovo vescovo di Roma che nessuno, in quel momento, poteva immaginare sarebbe morto pochi giorni dopo.

Anche le letture proclamate durante la veglia di preghiera sono state le stesse lette nella Messa del 23 settembre 1978, celebrazione in cui il pontefice, che era stato eletto da poco meno di un mese, si rivolse direttamente ai fedeli romani. «Posso assicurarvi che vi amo – disse -, che desidero solo entrare al vostro servizio e mettere a disposizione di tutti le mie povere forze, quel poco che ho e che sono». Il momento di preghiera è stato arricchito dalle testimonianze di Lina Petri, della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I, nipote di Giovanni Paolo I, di suor Margherita Marin, delle Suore di Maria Bambina, una delle religiose che fu al servizio di Luciani nell’appartamento papale, e di padre Juan José Dabusti, sacerdote dell’arcidiocesi di Buenos Aires che ha impetrato il miracolo per l’intercessione di Giovanni Paolo I a favore dell’allora undicenne Candela Giarda.

La stessa nipote ha messo in risalto la grande umiltà di Papa Luciani. «L’ho sempre conosciuto povero – ha esordito -. Nel patriarcato di Venezia, al di là degli arredi “storici” non c’era nulla di sfarzoso o di particolare valore». Essenziale anche l’arredo dell’appartamento papale, dove Petri rivide lo zio dopo la morte. «Ricordo la sua camera – ha detto -, da dove ero seduta lo guardavo e davanti a me sulla destra, tra le due finestre ad angolo della stanza, la scrivania… c’erano solo un crocifisso e la fotografia dei suoi genitori». I ricordi di suor Margherita sono legati al mese di pontificato di Luciani, durante il quale lo ha sempre visto «tranquillo, sereno, sicuro. Non l’ho mai visto avere gesti di impazienza con qualcuno. Infondeva coraggio. Era affabile con tutti». Con la memoria, la religiosa ha ripercorso l’ultima sera di pontificato, immagini che ha «ancora impresse» nella mente. «Dopo averci già salutato, il Santo Padre è stato sulla porta dello studio – ha concluso -, si è girato ancora una volta e ci ha salutato di nuovo, con un gesto della mano, sorridendo. Mi sembra di vederlo ancora lì. Sereno come sempre».

Padre Juan José Dabusti ha confessato di essersi rivolto nella preghiera a Papa Luciani durante il suo discernimento vocazionale. «Sono certo che fu un misterioso padre spirituale e un silenzioso ma efficace intercessore per me nel decidere di abbracciare la vocazione sacerdotale – ha affermato – Passati gli anni, diventato sacerdote nel 1991, la presenza di Giovanni Paolo I ha sempre avuto il suo posto nella mia spiritualità, più o meno forte».

5 settembre 2022