“Ero straniero”: il decreto Flussi «peggiorato dopo il via libera della Camera»
La Campagna interviene dopo il voto di fiducia: testo che «ostacola l’ingresso di lavoratori anziché agevolarlo. Necessario un approccio nuovo, maggiormente flessibile»
La Camera dei deputati ha approvato ieri, 26 novembre, con un voto di fiducia il decreto Flussi. Decreto nel quale «nessuno degli emendamenti che abbiamo suggerito e che avrebbero potuto scardinare l’impianto rigido e inefficace che regola l’ingresso in Italia di lavoratori e lavoratrici dall’estero, come il superamento del click day o la possibilità di assumere persone già presenti sul territorio ma rimaste senza documenti, è stato approvato», commenta la Campagna Ero straniero. Allo stesso modo, «non sono state introdotte misure di garanzia per le decine di migliaia di vittime di questo sistema iniquo, come abbiamo denunciato nel dossier di monitoraggio sugli esiti dei decreti flussi nel 2022 e 2023».
A Buon Diritto onlus, ActionAid, Asgi, Federazione Chiese Evangeliche Italiane, Oxfam, Arci, Cnca, Cild, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”: queste le realtà che confluiscono nella Campagna, che rimarcano che «si tratta di persone che hanno fatto ingresso con il decreto flussi, magari hanno anche lavorato per un certo periodo col solo nulla osta, ma che poi non sono state assunte per cause indipendenti dalla loro volontà e sono destinate a diventare irregolari e a vivere e lavorare nel nostro Paese nell’invisibilità: a loro – proseguono – va data la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per attesa occupazione che consenta di trovare un altro impiego e ottenere i documenti, così come chiedevano diversi emendamenti presentati in I commissione nei giorni scorsi, che non sono stati approvati».
Addirittura, sottolineano le associazioni, «come nel caso del ricongiungimento familiare o della possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per le vittime di sfruttamento lavorativo, gli interventi sul testo normativo hanno finito per introdurre ulteriori rigidità e ostacoli». Inoltre, «quanto stanziato per l’assunzione di personale negli uffici dei diversi ministeri interessati dalla procedura non sarà sufficiente per consentire alla persone straniere di avere risposte dalla pubblica amministrazione sul proprio stato giuridico in tempi certi, senza aspettare anni, come avviene oggi».
Alla luce di tutto questo, Ero straniero ribadisce «la necessità di un approccio nuovo, maggiormente flessibile, come prevedono le nostre proposte superando quote e rigidità inutili attraverso canali diversificati, con l’introduzione della figura dello sponsor, di un permesso per ricerca lavoro e di un meccanismo di regolarizzazione su base individuale, sempre accessibile, senza bisogno di sanatorie».
27 novembre 2024

