Esplosione a Calenzano, le Acli: «Basta morti sul lavoro»

La nota dell’associazione regionale e nazionale: «Vigiliamo insieme sul rispetto delle norme». Il vescovo Nerbini (Prato): «Bilancio veramente pesante e inaccettabile»

«L’esplosione avvenuta a Calenzano non è solo un incidente sul lavoro gravissimo: è l’ennesimo. Le leggi sulla sicurezza ci sono, vanno rispettate e fatte rispettare: questa è la prima cosa da fare. Ma serve anche rinnovare e rafforzare l’impegno sulla prevenzione, che non va considerata una spesa ma un giusto investimento». Sono le parole della presidente di Acli Toscana Elena Pampana, affidate a una nota diffusa insieme alle Acli nazionali, dopo l’incidente di ieri mattina, 9 dicembre, nella raffineria Eni, costato la vita a quattro persone. «A nome di tutte le Acli toscane – aggiunge Pampana – esprimo il cordoglio per le vittime, i migliori auguri ai feriti e un grande ringraziamento alle forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e i soccorritori accorsi sul posto».

Le Acli evidenziano «l’urgenza di garantire il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro e la necessità di applicarle con rigore». Ribadiscono inoltre l’importanza di «promuovere una maggiore sensibilizzazione culturale verso la prevenzione, sottolineando che queste tragedie non sono tollerabili e possono essere evitate». Di qui il richiamo all’impegno congiunto di istituzioni, imprese e cittadini «per costruire una cultura del lavoro che metta al centro la sicurezza e il rispetto dei diritti di ogni lavoratore».

Cordoglio anche nelle parole del vescovo di Prato Giovanni Nerbini, che, insieme alla Chiesa diocesana, si unisce al dolore delle famiglie per le vittime del grave incidente avvenuto a Calenzano.  Tra le vittime, anche un uomo residente a Prato. «“Abbiamo provato sconcerto per quanto accaduto, constatiamo che ancora una volta ci sono dei lavoratori che hanno perso la vita, altri invece sono rimasti gravemente feriti. Sono le ennesime morti sul lavoro che tracciano un bilancio veramente pesante e inaccettabile», osserva il presule, che è anche delegato della Conferenza episcopale toscana per le questioni sociali e del lavoro. «Ci uniamo nella preghiera e siamo vicini alle famiglie di tutti coloro che sono rimasti coinvolti in questa terribile esplosione e alla comunità di Calenzano», conclude.

10 dicembre 2024