Festa della luna con i cinesi della Capitale

Il 26 settembre all’Istituto Santa Maria. Coinvolte parrocchie dell’Esquilino, cappellania cinese, Comunità di Sant’Egidio e tre scuole

Il 26 settembre all’Istituto Santa Maria. Coinvolte parrocchie dell’Esquilino, cappellania cinese, Sant’Egidio e tre scuole. Don Bonicalzi: «Serata aperta a tutte le etnie»

La sera, quando la luna piena si arrampica sulle pareti del cielo, tutte le famiglie cinesi si riuniscono attorno al tavolo. Ammirano il chiarore dell’astro, mentre mangiano dolci e frutta, insieme. La luna piena è considerata il simbolo del ritrovarsi: per questo la Festa della luna, o Festa di mezz’autunno, si chiama anche Festa della riunione familiare. A riunirsi, proprio come una grande famiglia, sarà il popolo dell’Esquilino, sabato 26 settembre nel cortile dell’Istituto Santa Maria (viale Manzoni 5) per la prima Festa della Luna.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra le parrocchie della zona, la cappellania cinese, la Comunità di Sant’Egidio e gli istituti scolastici Santa Maria, Cor Jesu e Calvario, frequentati per una significativa percentuale del 30% da bambini cinesi. «La Festa della luna dell’Esquilino sarà occasione di conoscenza reciproca e apertura», sottolinea don Sandro Bonicalzi, parroco a Sant’Eusebio. Il programma della festività, che ha luogo nel 15° giorno dell’ottavo mese del calendario lunare, prevede dalle 18 alle 21.30 piccoli sketch dei ragazzi, italiani e cinesi, delle scuole e delle parrocchie, poi alcune testimonianze sull’integrazione.

«Che i cinesi siano chiusi è una leggenda metropolitana – spiega don Sandro, la cui parrocchia è frequentata da diversi ragazzini cinesi -; noi ceneremo insieme, ci saranno canti e balli e concluderemo la serata con il lancio delle lanterne, tipiche della tradizione cinese, ma ovviamente la Festa è aperte a tutte le etnie». La serata sarà un «ponte tra culture» e «un’occasione per sfatare il mito della incomunicabilità degli orientali», secondo Marco Francioni della Comunità di Sant’Egidio: «Da molti anni festeggiamo il Capodanno cinese a piazza Vittorio, e si è creata una rete di solidarietà e amicizia, tant’è che lo scorso Natale molti negozianti ci hanno aiutato a fare regali ai poveri».

23 settembre 2015