Francesco: «Dovere imprescindibile» proteggere e rispettare i ragazzi
Le parole alla vigilia della prima Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi. La solidarietà ai lavoratori del Bellunese
Concludendo, come di consueto, l’udienza generale del mercoledì con i saluti ai fedeli di lingua italiana, questa mattina, 17 novembre, Francesco ha ricordato che «domani in Italia si celebra la prima Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, promossa dalla Conferenza episcopale». Nelle parole del pontefice, si tratta di «un’occasione di riflessione, di sensibilizzazione e di preghiera per sostenere cammini di recupero umano e spirituale delle vittime». Guardando poi, in concreto, alla vita dei ragazzi, il Papa ha ribadito con forza che «è dovere imprescindibile di quanti hanno responsabilità educative in famiglia, in parrocchia, nella scuola e negli ambienti sportivi proteggere e rispettare gli adolescenti e i ragazzi loro affidati, perché proprio in quei posti la maggioranza di queste situazioni succede».
All’attenzione del Papa, anche la situazione dei lavoratori di Borgo Valbelluna, in provincia di Belluno, e di tutti «i lavoratori preoccupati per il loro orizzonte lavorativo». A portare alla ribalta la loro condizione era stata la manifestazione dello scorso 13 novembre, quando in piazza Papa Luciani, a Mel di Borgo Valbelluna, circa un migliaio di persone si erano date appuntamento per chiedere di salvare Acc e Ideal Standard, le due storiche aziende del territorio al centro di una crisi molto complicata. Presenti, tra gli altri, anche il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà e i due vescovi di Vittorio Veneto e Belluno – Feltre, rispettivamente Corrado Pizziolo e Renato Marangoni. «Di fronte ai loro assillanti problemi – le parole di Francesco -, mi unisco ai vescovi e ai parroci del territorio, esprimendo la mia vicinanza. Rivolgo un accorato appello, affinché in questa situazione, così come in altre simili che mettono in difficoltà tante famiglie, non prevalga la logica del profitto ma quella della condivisione equa e solidale. Al centro di ogni questione lavorativa va sempre posta la persona e la sua dignità – l’esortazione -; quando non si guadagna il pane, si perde la dignità! Dobbiamo pregare tanto per questa gente».
17 novembre 2021

