È un forte invito a sradicare la dispersione di alimenti – «fenomeno che interpella ogni giorno le nostre coscienze» – quello contenuto nel messaggio di Francesco per l’apertura della seconda sessione regolare del Consiglio direttivo del Programma alimentare mondiale (Pam), da ieri, lunedì 18 novembre, fino a giovedì 21. «In molti luoghi – scrive il Papa – i nostri fratelli non possono alimentarsi né in maniera sana né in maniera sufficiente, mentre in altri si spreca e si scarta senza controllo». È il «paradosso dell’abbondanza», prosegue prendendo a prestito le parole di Giovanni Paolo II, alla cui base ci sono «meccanismi di superficialità, negligenza ed egoismo. Se non si prende coscienza di questa dinamica e si pone un limite – il monito di Francesco – sarà difficile attuare gli impegni dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico e  non si potranno raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite».

Mete, queste ultime, che chiamano in gioco tutti: «La famiglia, la scuola, i mezzi di comunicazione – è la tesi del pontefice – svolgono un compito importante nell’educazione e nella sensibilizzazione. Nessuno può sentirsi al margine della lotta contro questa cultura che va soffocando tante persone, specialmente i poveri e i più deboli della società». Lo spreco di alimenti, ancora le parole del Papa, «lacera la vita di molte persone ed è un ostacolo al progresso dei popoli».

Da Francesco anche un elogio per la campagna “Stop ai rifiuti” promossa dalla Pam, insieme alla richiesta di «un nuovo stile di vita, che consiste nel «dare il giusto valore a ciò che la madre Terra ci dà e che ha una ripercussione su tutta l’umanità.  Quando la persona occupa il centro delle decisioni politiche ed economiche – è la conclusione – si afferma la stabilità e la pace tra le nazioni e cresce dappertutto una reciproca comprensione, base di  ogni autentico progresso umano».

19 novembre 2019