Giornata della Terra, Biden: «Gli Usa taglieranno del 50% le emissioni di gas serra»

Il limite fissato dal presidente americano: fine decennio. «Nessun Paese da solo può salvare la terra. Dobbiamo muoverci rapidamente». La ricaduta sul lavoro

Da una parte il taglio delle emissioni di carbonio, dall’altra la creazione di milioni di posti di lavoro legati alla green economy. Si è mosso tra questi due poli il presidente americano Joe Biden, nel suo discorso d’apertura del Summit online tra i leader mondiali che si è svolto ieri, 22 aprile, Giornata mondiale della Terra, intitolato proprio “Leaders Summit on Climate”. Ha illustrato gli obiettivi ambiziosi del suo mandato, nella convinzione che «il tempo è adesso», come ha ribadito più volte. «Dobbiamo muoverci. Dobbiamo muoverci rapidamente, per mantenere il riscaldamento globale a un massimo di 1,5 gradi Celsius al di sopra dei tempi preindustriali», ha detto. Quindi, l’annuncio: gli Stati Uniti «taglieranno del 50% le emissioni di gas serra entro la fine di questo decennio».

Il cambiamento climatico, nelle parole di Biden, è «la crisi esistenziale del nostro tempo», alla quale è necessario rispondere con uno sforzo internazionale molto più ampio. «I segni sono inconfondibili. La scienza è innegabile. E il costo dell’inazione continua a salire», ha osservato. Per il presidente Usa, sarà «decisivo» il prossimo decennio. Gli Stati Uniti, ha assicurato, «non staranno ad aspettare. Stiamo decidendo di agire, non solo il nostro governo federale ma le nostre città e i nostri Stati in tutto il nostro Paese, piccole imprese, grandi società e i lavoratori americani in ogni settore».

Non solo: entro il 2040, ha informato ancora Biden, gli Stati Uniti raddoppieranno i fondi nazionali da trasferire ai Paesi svantaggiati alle prese con le conseguenze di cambiamenti climatici e disastri naturali. Il “padrone di casa” del Summit ha ricordato come l’Accordo di Parigi sottoscritto nel 2015 preveda stanziamenti da parte dei governi più ricchi verso quelli più bisognosi per un totale di 100 miliardi di dollari l’anno. Secondo Biden, mantenere questa promessa è «strategico». Rivolgendosi poi ai 40 capi di Stato collegati online, ha ribadito che «i nostri Paesi da adesso alla conferenza di Glasgow (Cop26) lanceranno il nostro mondo verso il successo» e questo è «un momento di straordinarie possibilità che va oltre la scelta di preservare il nostro pianeta. Riguarda anche la possibilità di dare un futuro migliore a noi tutti», perché «nessun Paese da solo può salvare la Terra ma possiamo farlo tutti insieme. Soprattutto chi rappresenta le economie più grandi».

La crisi climatica, nell’analisi di Biden, può essere anche «un’opportunità per creare milioni di posti di lavoro ben pagati per la classe media. Quando parlo di clima – ha detto -, penso al lavoro. All’interno della nostra risposta sul clima si trova una straordinaria possibilità di creazione di posti di lavoro e un’opportunità economica pronta per essere accesa», ha detto, sollecitando finanziamenti pubblici e privati. «Voglio costruire infrastrutture critiche per produrre e implementare tecnologie pulite, sia quelle che possiamo sfruttare oggi sia quelle che inventeremo domani», ha spiegato.

Prima di lui, la vice presidente Kamala Harris ha sottolineato la comune preoccupazione dei leader politici per il climate change. «In quanto comunità globale – ha detto -, è imperativo agire rapidamente e insieme». Di qui l’invito all’innovazione e alla collaborazione «in tutto il mondo».

23 aprile 2021