Haiti: liberati 3 dei 7 religiosi rapiti

Lo riferisce al quotidiano francese La Croix il portavoce della Conferenza episcopale haitiana. Gli ostaggi francesi ancora nelle mani dei rapitori

«Tre dei sette religiosi rapiti l’11 aprile sono stati rilasciati». Il quotidiano cattolico francese La Croix riporta le parole del portavoce della Conferenza episcopale haitiana padre Loudger Mazile, relativamente al sequestro avvenuto ad Haiti, in una periferia di Port-au-Prince, in occasione della Messa di insediamento di un parroco. Rapite 10 persone: sette religiosi –  cinque haitiani e due francesi- e tre laici, familiari di un sacerdote haitiano, tutti prelavati mentre si recavano alla celebrazione. Al momento, restano nelle mani dei sequestratori – presumibilmente una banda armata attiva nella zona, soprannominata “400 Mawozo”, che secondo la polizia avrebbe chiesto milioni di dollari di riscatto – gli ostaggi francesi.

Una presenza, quella delle bande armate sul territorio, in continuo aumento, come testimonia l’aumento, negli ultimi mesi, dei rapimenti a scopo di estorsione, che ha innescato una profonda crisi politica nel Paese. La stessa Chiesa cattolica pochi giorni dopo il rapimento ha lanciato un appello allo sciopero per denunciare l’inerzia delle autorità pubbliche e «la dittatura del rapimento» nel Paese, come l’ha definita il presidente della Conferenza episcopale haitiana Launey Saturné. Il 15 aprile sono state celebrate Messe e le campane hanno suonato in tutto il territorio nelle chiese cattoliche esattamente a mezzogiorno, in segno di protesta e per chiedere la liberazione degli ostaggi.

Alla prima nota ha fatto seguito una seconda, il 21 aprile, per protestare contro il rapimento, proclamando ulteriori tre giorni di sciopero, fino a oggi, 23 aprile, quando alle 12 le campane suoneranno di nuovo in tutte le chiese. «Da tempo – le parole dell’arcivescovo di Port-au-Prince Max Leroy Mésidor – assistiamo alla discesa agli inferi della società haitiana. Le autorità pubbliche che non stanno facendo nulla per risolvere questa crisi non sono immuni da ogni sospetto. Denunciamo compiacenza e complicità, da qualunque parte provengano».

23 aprile 2021