I Casamonica da Bruno Vespa. E infuria la polemica

Campidoglio: Rai chieda scusa a Roma. Borgomeo (Aiart): «Unico obiettivo, cavalcare un deprecabile fatto di cronaca, per rincorrere gli ascolti»

Il Campidoglio: la Rai chieda scusa a Roma. Luca Borgomeo (Aiart): «Unico obiettivo, cavalcare un deprecabile fatto di cronaca, per rincorrere gli ascolti»

«A che cosa è servita la puntata di ieri di Porta a Porta? Solo a dare visibilità ai Casamonica. Ai cavalli, al carro nero con i fregi dorati, all’elicottero che lanciava petali si è aggiunta l’inutilità di una trasmissione che aveva l’unico obiettivo di cavalcare un deprecabile fatto di cronaca, probabilmente per rincorrere gli ascolti». Il presidente dell’associazione di telespettatori cattolici Aiart, Luca Borgomeo, commenta così la puntata di Porta a Porta andata in onda ieri sera, martedì 8 settembre, su Rai 1. Ospiti del salotto di Bruno Vespa: Vera e Vittorino Casamonica, rispettivamente figlia e nipote del capofamiglia Vittorio, quel “re di Roma”, come lo chiamavano i suoi, i cui discussi funerali-show si sono celebrati venti giorni fa al Tuscolano. Carrozze, cavalli, elicotteri, petali di rosa, Rolls Royce, gigantografie del defunto vestito da Papa e le note del “Padrino” e di “2001 Odissea nello spazio”: le esequie del capoclan, spiegate e “difese” dalla famiglia, sono state motivo di interesse per 1,34 milioni di telespettatori, per uno share del 14,54%.

Oggi su Bruno Vespa e la sua puntata di ieri è bufera. Il primo commento è arrivato con un tweet di Matteo Orfini, presidente del Pd romano: «Offrire un palcoscenico ai Casamonica è stato un errore grave che nulla c’entra con il servizio pubblico». Il Campidoglio rilancia: la Rai «chieda scusa a Roma».  Per il sindaco Ignazio Marino «la partecipazione a una delle trasmissioni di punta del servizio pubblico Rai della famiglia Casamonica è grave. Oltre che paradossale. Ieri sera, infatti, più di un milione di spettatori hanno assistito sostanzialmente a un replay dei funerali spettacolari e mafiosi già finiti sui giornali». Se però, continua, «l’indecorosa messa in scena a piazza Don Bosco aveva trovato i responsabili dell’ordine pubblico impreparati e sorpresi, per un difetto di informazione, questa volta la “rappresentazione” è stata studiata a tavolino. E dunque è senza scusanti». Tutto questo, conclude lapidario il primo cittadino, «non è accettabile in un servizio pubblico, specie in considerazione della gravità del rischio mafioso che pesa sulla città e delle minacce che subiscono quanti a Roma sono impegnati in prima persona contro le mafie».

Episodio «inaudito» anche per il vice sindaco di Roma Marco Causi. «Quella andata in scena ieri sera sulla prima rete Rai – afferma – è la più clamorosa dimostrazione di ciò che dico da tempo: la mafia a Roma è da molti sottovalutata e c’è ancora chi la ritiene alla stregua di un fenomeno folkloristico». E aggiunge: «Che la tv pubblica dedichi una trasmissione mettendo sotto i riflettori queste famiglie conosciute per la loro storia giudiziaria e per i noti caratteri di criminalità organizzata, e si dimentichi invece delle giornaliste e giornalisti minacciati da quegli stessi personaggi per le loro inchieste su Ostia o degli amministratori locali che viaggiano sotto scorta, è sconcertante». Infine l’auspicio: «Mi auguro – commenta Causi – che qualcuno alla Rai abbia il buongusto di chiedere scusa alla città di Roma, ai romani e a tutti i cittadini».

Parole di ringraziamento alla Rai e a Bruno Vespa invece da parte del nipote del capofamiglia deceduto, Vittorino Casamonica. «La redazione di Porta a Porta – ha spiegato  – ci ha invitato giorni fa per darci modo di dire le cose come stanno, e siamo andati volentieri. Su mio nonno hanno detto tante bugie, tante calunnie, ma non era un boss, era una persona normale». Quindi il giovane Casamonica ha precisato che «non ci hanno dato soldi, neanche un gettone di presenza: anche queste sono tutte calunnie». E Vespa intanto festeggia il successo di pubblico: uno share superiore persino a quello della puntata che ha visto come ospite il premier Matteo Renzi.

Ieri, ribadisce il presidente Aiart Borgomeo, «sono stati ribadite tanti fatti, soprattutto giudiziari, che conoscevamo in tanti. La figlia di Vittorio Casamonica ha risposto a Vespa con una tranquillità sconcertante, negando l’evidenza. Il contraddittorio è stato ridotto al minimo. Insomma un vero boomerang per il navigato Vespa – conclude -. È questa la nuova Rai di Campo Dall’Orto e di Maggioni? Uno spettacolo che in tanti altri Paesi europei dove c’è il servizio pubblico non sarebbe stato mandato in onda».

9 settembre 2015