I vescovi di Francia: «Tutta la vita umana merita di essere rispettata»

Dai presuli in plenaria, una dichiarazione che esprime «preoccupazione e riserve» riguardo al disegno di legge annunciato sul fine vita. Ribadito il «rifiuto della morte provocata». Priorità alle cure palliative

«Grande preoccupazione» e «profonde riserve» riguardo al disegno di legge annunciato sul fine vita. A esprimerle, sono i vescovi di Francia, riuniti in plenaria a Lourdes, in una dichiarazione diffusa ieri, 19 marzo. Nel tema, “Non interpretiamo male la Fraternità”, il riferimento alle parole usate dal presidente Emmanuel Macron per presentare il disegno di legge: «Abbiamo pensato a questa legge come una legge di fraternità, una legge che concilia l’autonomia dell’individuo e la solidarietà della nazione», aveva affermato in una intervista doppia concessa ai giornali La Croix e Libération.

«Proclamiamo instancabilmente che tutta la vita umana merita di essere rispettata incondizionatamente e accompagnata da un’autentica fraternità», replicano i vescovi, che scrivono di farsi portavoce di «tanti nostri concittadini, cristiani o no, credenti o no» e di «un gran numero di operatori sanitari, di cui desideriamo rendere omaggio all’impegno, alla competenza e alla generosità».

Nella loro dichiarazione, i presuli ribadiscono il loro «rifiuto della morte provocata», affermando ancora una volta la priorità alle cure palliative. «È un imperativo di umanità e di fraternità alleviare la sofferenza e offrire a tutti la migliore fine vita possibile, anziché interromperla con un gesto letale – si legge nel testo -. Il nostro ideale democratico, così fragile e così necessario, si fonda sul divieto fondamentale di uccidere».

Esprimendo «grande vicinanza alle persone che soffrono» e riconoscendo «l’impegno di chi si prende cura di loro», i vescovi affermano di essere impressionati dall’evoluzione delle cure palliative. «Siamo convinti che possano e debbano svilupparsi ulteriormente – dichiarano -, quantitativamente in tutto il nostro Paese e qualitativamente continuando a rispondere sempre meglio al dolore ancora refrattario. Salutiamo la ricerca che, in solidarietà, continua a trovare le migliori cure per alleviare il dolore».

Ma la via indicata in particolare ai cattolici è anche quella di un maggiore impegno con le persone con disabilità, gli anziani o quanti si trovano in condizioni di fine vita. «La richiesta di suicidio assistito o di eutanasia è spesso espressione di un sentimento di solitudine e di abbandono – osservano – al quale non possiamo e non dobbiamo risolvere. Quanto più progredirà la solidarietà con le persone più vulnerabili, tanto più il nostro Paese andrà avanti su un rinnovato cammino di fraternità, giustizia, speranza e pace».

Nell’analisi dei vescovi di Francia, «anche la nostra epoca, spesso abitata dalla paura della morte e dal desiderio di prolungare la vita indefinitamente, considera prive di significato le vite fragili. Vogliamo affermare che ogni vita, per quanto fragile possa essere, merita di essere onorata fino alla sua fine naturale – rimarcano -. In mezzo a tanta violenza contemporanea, nel nostro Paese e in tutto il mondo, invitiamo tutti i cristiani e tutti gli uomini e le donne di buona volontà a essere autentici servitori della vita dei loro fratelli e sorelle. Il messaggio della Pasqua, che ognuno può accogliere a modo suo, è il trionfo dell’amore e della vita sulla sofferenza e sul sentimento dell’abbandono – concludono -. La speranza di questa luce pasquale illumini e incoraggi tutti i nostri concittadini e tutti i loro rappresentanti alle soglie di un dibattito decisivo per il presente e per il futuro della nostra comune umanità».

20 marzo 2024