Il cardinale Micara e la fedeltà al Vangelo
Presieduta dal cardinale Vallini la Messa a 50 anni dalla morte del porporato, dal 1951 vicario di tre pontefici: Pio XII, Giovanni XIII e Paolo VI
Presieduta dal cardinale Vallini la Messa a 50 anni dalla morte del porporato, dal 1951 vicario di tre pontefici: Pio XII, Giovanni XIII e Paolo VI
Ricordare un sacerdote vuol dire pensarlo nel cuore di Gesù perché da Lui scelto e chiamato ad annunciare, con amore per tutti, il Vangelo. Così il cardinale Agostino Vallini ha spiegato il senso della Messa commemorativa per il cardinale Clemente Micara, a 50 anni dalla morte, celebrata mercoledì nella basilica di Santa Maria sopra Minerva, dove sono conservate le sue spoglie.
Nato a Frascati nel 1879, da famiglia benestante radicata nella fede cristiana, studiò presso il Seminario Romano e poi all’Università Sant’Apollinare. Consacrato sacerdote nel 1902, svolse il servizio diplomatico nelle nunziature di Buenos Aires, Bruxelles e Vienna, fino al 1920. Per tre anni fu poi in Cecoslovacchia e di nuovo in Belgio, suo Paese di elezione perché vi rimase per 23 anni. «Erano gli anni difficili del nazismo – ha spiegato il cardinale Vallini -: Micara, giovane nunzio, servì la Chiesa e la amò, a servizio dell’uomo, salvando molte vite».
Nel 1940 Micara fu chiamato presso la Segreteria di Stato e nel 1946 fu creato cardinale-vescovo di Velletri, «città a cui rimase sempre molto legato – ha ricordato Vallini – e per la quale, ferita dalla guerra, si diede molto da fare per la ricostruzione delle chiese ma, di più, per la rinascita spirituale di un popolo provato dagli orrori del male». Nel 1951 fu nominato vicario del Papa a Roma e rese il suo servizio a tre pontefici: Pio XII, Giovanni XXIII e Paolo VI. «A Roma si è speso in un ministero fecondo – ha continuato Vallini – e negli anni difficili del dopoguerra promosse lo sviluppo delle vocazioni al sacerdozio e si impegnò per la formazione del laicato, soprattutto nell’ambito dell’Azione cattolica».
Il cardinale Micara promosse anche l’azione caritativa e la costruzione di nuove parrocchie – ben 104 -, «strutture che consentissero un più facile annuncio del Vangelo, a cui fu sempre fedele e alla cui luce visse tutta la sua vita anche nei momenti non facili, personali e pastorali». A 50 esatti dalla sua morte – si spense l’11 marzo 1965 – «nel suo ricordo – ha concluso il porporato – vogliamo lodare il Signore e pregarlo di riversare sulla Chiesa di Roma la beatitudine di cui ora il cardinale Micara gode».
Un ricordo indelebile e pieno di affetto di Micara lo conserva Emilio Acerna, che ha promosso questa celebrazione commemorativa e che conobbe il cardinale quando era un bambino: il padre era un dipendente della Cancelleria Vaticana. «Lo ricordo come un uomo autorevole e molto generoso – racconta -, un uomo che ha amato Roma, di cui conosceva le esigenze e che visitò in lungo e in largo con forza giovanile nonostante avesse già 72 anni quando venne nominato vicario del Papa».
12 marzo 2015

