Il “miracolo” di Susanna, l’ultimo dono di don Benzi

In un libro la storia di una bambina nata sana contrariamente alle previsioni dei medici, la forza di una madre, le rassicurazioni del fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII

Un messaggio di speranza, un invito a non arrendersi mai anche quando tutto sembra remare contro e la scienza non lascia alcuna aspettativa. “Un miracolo per la vita, l’ultimo dono di don Oreste Benzi” è un libro che narra la storia vera di un miracolo. Il testo di Matteo Brunamonti e Helvia Cerrotti è stato presentato sabato 27 gennaio nella Sesto Senso Art Gallery ed esce in libreria in vista della 40ª Giornata per la Vita.

Racconta la storia di Helvia e del marito Vincenzo e della loro determinazione a non cedere allo sconforto e a chi diceva loro «non c’è più nulla da fare». Una vicenda che si intreccia a doppio nodo con don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, e con la Madonna di Fatima. È la storia di Susanna che per i medici alla nascita sarebbe stata un vegetale e sarebbe sopravvissuta poche ore a causa della rottura del sacco amniotico quando Helvia era alla 19ª settimana di gravidanza, ma che è nata in perfette condizioni di salute e oggi ha 10 anni. Un evento unico al mondo e mai visto nella storia dell’ostetricia.

Dalle pagine del libro emerge tutta la forza di una donna, farmacista, che desiderava solo diventare madre e che si è sottoposta a dolorosi trattamenti clinici per prolungare la gravidanza il maggior tempo possibile. Nella sua sofferenza Helvia è stata sempre sostenuta da don Aldo Buonaiuto della Comunità Papa Giovanni XXIII, esorcista e animatore del servizio AntiSette conosciuto all’inizio della gravidanza che a pochi giorni dal parto per tranquillizzarla la fa parlare telefonicamente con don Oreste. Era il 29 ottobre 2007 e il sacerdote sarebbe morto a causa di un attacco cardiaco solo 4 giorni dopo. In quella telefonata don Oreste le disse che conosceva bene la sua storia tramite don Aldo e la rassicurò: «Sii serena, la tua Susanna nascerà sana e libera e te lo dice uno che presto avrà un contatto ravvicinato con la Madonna». La bambina è nata poche ore dopo il funerale di don Oreste.

«Il sottotitolo del libro dovrebbe essere “Il primo miracolo spirituale di don Oreste” – ha detto don Aldo Buonaiuto durante la presentazione –. Non ha perso tempo e si è dato subito da fare per dare inizio ai suoi prodigi anche da morto». Il sacerdote che ha trascorso accanto a don Oreste gli ultimi quindici anni della sua vita ha ricordato che era sempre accanto alle persone particolarmente provate dalla vita e se prendeva un impegno lo portava a termine anche a costo di sacrifici e voti. Ha raccontato dei mesi trascorsi accanto a Helvia e Vincenzo durante quella prima gravidanza (oggi i coniugi hanno tre bambini). «Era importante che facessi sentire loro la mia vicinanza spirituale in un momento tanto drammatico in cui la fede chiedeva una grande forza oltre la ragione».

Il “caso” ha voluto che nei trasferimenti da un ospedale all’altro Helvia trovasse sempre nella stanza in cui veniva ricoverata un’immagine della Madonna di Fatima, l’unica in tutta la struttura sanitaria. «La stanza della mia ultima degenza – ha raccontato – aveva le pareti spoglie. Ho chiesto ad un’infermiera se ci fosse un poster e lei dopo qualche minuto è tornata con una grande immagine della Madonna di Fatima e non credo possa definirsi una “coincidenza”. Susanna mi ha dato il dono della fede che per me è il momento in cui non è più possibile porsi delle domande».

La storia di Helvia ha cambiato il modo di vivere di tante persone, porta la sua testimonianza alle mamme che vivono il suo stesso dramma riuscendo anche a far desistere una donna che voleva abortire. «Ha cambiato per sempre anche la mia vita – ha affermato Brunamonti –. Mi ha insegnato ad affrontare ogni avversità con coraggio e a guardare oltre. La sofferenza di oggi si tramuta sempre nella gioia di domani».

 

 

29 gennaio 2017