Il Papa battezza 26 bambini nella Cappella Sistina

La celebrazione nella festa del Battesimo del Signore. L’invito ai genitori: «Custodite la fede di questi bambini, è la più grande eredità per i vostri figli

La celebrazione nella festa del Battesimo del Signore. L’invito ai genitori: «Custodite la fede di questi bambini, è la più grande eredità per i vostri figli

Gli splendidi affreschi di Michelangelo e il pianto di qualche neonato hanno fatto da cornice alla Messa celebrata ieri, domenica 10 gennaio, dal Papa nella Cappella Sistina in occasione della Festa del Battesimo del Signore, mentre altri piccoli dormivano tra le braccia della mamma o del papà. Ventisei i bambini che Francesco ha battezzato, 13 femmine e 13 maschi. «La più grande eredità che voi potete dare ai vostri bambini è la fede», ha commentato durante la breve omelia, rivolgendosi ai genitori, madrine e padrini.

L’invito del Papa è crescere i figli nella luce di Cristo. Una candela che, attinta la luce dalla sorgente del cero pasquale, rappresentazione del Cristo Risorto, vivo tra noi, passa di mano in mano, di generazione in generazione. È questa l’immagine con cui Francesco ha indicato alle mamme, ai papà, alle madrine e ai padrini la fede della Chiesa, popolo in cammino, tramessa nel battesimo ai bambini: «Voi avete chiesto la fede. La Chiesa, quando vi consegnerà la candela accesa, vi dirà di custodire la fede di questi bambini. Abbiate cura che non venga persa, di farla crescere e lasciarla come eredità». Il Papa ha ricordato che 40 giorni dopo la nascita, Gesù fu portato al tempio per essere presentato e «così voi genitori portate i vostri figli per ricevere il battesimo, per ricevere quello che avete chiesto all’inizio, quando io vi ho fatto la prima domanda: la fede. “Io voglio per mio figlio la fede”. In questo modo la fede viene trasmessa da una generazione all’altra come una catena».

«Questi bambini, passati gli anni – ha aggiunto il pontefice – occuperanno il vostro posto con un altro figlio, con i vostri nipotini, e chiederanno lo stesso: la fede che ci dà il battesimo, che porta lo Spirito Santo oggi nell’anima e nel cuore di questi figli vostri». Quello Spirito che, come ha poi sottolineato all’Angelus, «ci apre il cuore alla Verità, e che spinge la nostra vita sul sentiero impegnativo ma gioioso della carità e della solidarietà verso i nostri fratelli. Perché lo Spirito – ha commentato ancora Francesco – ci dona la tenerezza del perdono divino e ci pervade con la forza invincibile della misericordia del Padre. Non dimentichiamo che lo Spirito Santo è una presenza viva e vivificante in chi lo accoglie, prega in noi e ci riempie di gioia spirituale».

In fine, il Papa con un sorriso, rivolgendosi alle mamme, ha ribadito un concetto già espresso in altre celebrazioni alla presenza di bambini: «Quando un bambino piange perché ha fame, a voi dico: se ha fame, dategli da mangiare qui, con tutta libertà. Date ai vostri figli il latte, anche adesso. Se piangono per fame, allattateli, eh? Tranquilli».

11 gennaio 2016