In Giordania per abbracciare «la rivelazione cosmica e quella storica»
Tappa nel deserto del Wadi Rum, per il gruppo di giornalisti e sacerdoti in pellegrinaggio con l’Orp. La direttrice suor Nazzaro: «Ci parla dell’amore di Dio che per l’uomo ha creato queste meraviglie»
«Esistono una rivelazione cosmica e una rivelazione storica. La rivelazione cosmica ci fa scoprire la presenza di Dio contemplando la bellezza e la meraviglia del Creato. La rivelazione storica, invece, è l’incarnazione di Dio nella storia, la presenza di Gesù sulla terra». A spiegarlo è suor Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio – Opera romana pellegrinaggi, che in questi giorni guida un gruppo di giornalisti e sacerdoti in Giordania. Nel Paese, spiega la religiosa, madre superiore delle Missionarie della Divina Rivelazione, «abbracciamo tutti e due i tipi».
Attraversare il deserto del Wadi Rum e trascorrere lì una notte, nel silenzio, circondati alle rocce di arenaria rossa, significa toccare con mano la bellezza della creazione. «Il deserto ci parla dell’amore di Dio Padre che per l’uomo ha creato queste meraviglie», aggiunge. «Abbiamo ascoltato il silenzio che il deserto offre e abbiamo visto qui le prime luci dell’aurora – racconta don Giovanni Biallo, assistente spirituale di Orp -. Il deserto ha un ruolo così importante nella vita spirituale e la Bibbia lo testimonia. Il Signore, infatti, accompagna per quarant’anni il popolo di Israele nel deserto per insegnargli cosa significa vivere con Dio, tener conto di Lui».
Allo stesso modo, visitare Betania, dove Gesù ricevette il battesimo, è riscoprire le tracce del passaggio storico di Cristo. Perché «anche questa è Terra Santa», sottolinea ancora don Biallo. «La rivelazione continua nella rivelazione storica – riprende suor Nazzaro -, nel toccare con mano i passi dell’Antico Testamento».
La Giordania è anche una terra amata dai pontefici: da Paolo VI nel 1964 a Francesco nel 2014, passando per Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. «Tanti Papi – osserva in proposito don Biallo – sono stati qui e anche Papa Leone avrà sicuramente desiderio di visitare questi luoghi santi».
6 febbraio 2026

