In Libano «la situazione peggiora drammaticamente di ora in ora»

L’ong Un Ponte Per parla di 800mila sfollati che hanno bisogno di assistenza immediata e oltre 600 vittime civili. 580 i rifugi allestiti per fronteggiare l’emergenza. Attivata una raccolta fondi

Dal 2 marzo, non si sono mai fermati i bombardamenti israeliani su Beirut, in Libano, che colpiscono indiscriminatamente una popolazione già provata da due anni di instabilità e crisi. Il risultato lo raccontano i numeri, riportati dall’ong Un Ponte Per (Upp): 800mila sfollati che stanno cercando riparo in scuole, edifici pubblici e rifugi di fortuna; oltre 600 vittime civili; 580 rifugi allestiti per fronteggiare l’emergenza.

Un Ponte Per (Upp) – presente nel paese da quasi 30 anni con i propri operatori italiani e locali – è impegnata in distribuzioni di aiuti umanitari, tra cui kit igienici, cibo, coperte, materassi e pannolini. Ha attivato immediatamente anche una raccolta fondi di emergenza. «La situazione – spiega David Ruggini, capo missione in Libano – peggiora drammaticamente di ora in ora, così come è in aumento costante il numero delle persone sfollate che hanno bisogno di assistenza immediata. Tra loro ci sono anche nostri operatori. I bombardamenti si sentono chiaramente giorno e notte – riferisce -. Ieri le forze armate israeliane hanno aperto il fuoco sulle persone sfollate in spiaggia. Restiamo in attesa di capire fin dove si spingeranno le truppe di terra, già presenti nel sud del Paese».

13 marzo 2026