Inaugurato il Centro Matteo Ricci. Mattarella: migrazioni esigono intesa globale

Il presidente della Repubblica è intervenuto all'inaugurazione della nuova struttura per accoglienza e integrazione realizzata dal Centro Astalli nel complesso della Chiesa del Gesù

Il fenomeno «epocale» delle migrazioni che «irrompe ovunque» esige un’intesa globale: «Nessun Paese può affrontarlo da solo, richiede lo sforzo corale della comunità internazionale». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha affermato senza mezzi termini inaugurando, questa mattina, 4 febbraio, la nuova struttura per l’accoglienza e l’integrazione realizzata dal Centro Astalli a Roma, intitolata a Matteo Ricci, gesuita evangelizzatore della Cina nel 1500. Di lui il presidente ha ricordato la capacità di abbracciare la cultura cinese senza mai abbandonare le sue radici e la sua appartenenza, dimostrando che «la cultura non ha confini né rifiuti ma integra, unisce, accresce la dimensione della personalità di ciascuno». Quindi ha colto l’occasione per evidenziare «il legame strettissimo esistente tra Venezuela e Italia», motivo per il quale l’attuale situazione nel Paese sudamericano «ci richiede senso di responsabilità e linea condivisa con i partner europei. Nella scelta non può esserci incertezza né indecisione».

Offrire ai migranti l’opportunità di acquisire nuove competenze lavorative e avviare relazioni costruttive e percorsi di inclusione tra rifugiati e comunità locale: questi gli obiettivi del nuovo centro allestito nel complesso monumentale della Chiesa del Gesù, dove visse padre Arrupe, fondatore del Servizio dei Gesuiti per i rifugiati, morto il 5 febbraio 1991, di cui domani, 5 febbraio, si apre in Vicariato la causa diocesana di beatificazione. 28 posti letto, è  stato realizzato dalla Provincia Euromediterranea dei Gesuiti con i proventi della vendita di un immobile occupato a Firenze. Nella struttura saranno organizzati corsi di informatica, educazione finanziaria, lingua ed è previsto un servizio di orientamento al lavoro. Il primo mese di attività sarà finanziato da Papa Francesco.

(foto: Presidenza della Repubblica)

Proprio dopo una visita di Francesco al Centro Astalli è nata l’idea del Centro Matteo Ricci. Il presidente padre Camillo Ripamonti ha ricordato che Bergoglio invitò ad aprire le case dei religiosi ai rifugiati. Un’operazione «controcorrente – ha detto -, in un tempo in cui sempre più spesso la chiave interpretativa del reale è la chiusura. Si chiudono i confini ai migranti ma anche nella vita religiosa i ridimensionamenti numerici spingono alla chiusura di opere e case». Prosecuzione del lavoro che da anni si svolge in via degli Astalli dove ci sono la mensa, le docce e l’ambulatorio per rifugiati e migranti, il centro, ha aggiunto Ripamonti, vuole «accompagnare i giovani a interrogarsi sui propri desideri professionali e formativi, farli tornare a sognare in un futuro che è possibile se costruito insieme».

Padre Arturo Sosa, superiore generale della Compagnia di Gesù, originario del Venezuela, ha ricordato i  conflitti etnico-religioso-politici che infiammano anche il suo Paese, le ingiustizie, l’emarginazione e le violenze alle quali sono sottoposte milioni di persone nel mondo. Drammi che chiamano alla «responsabilità di costruire un futuro di pace attraverso la giustizia e la riconciliazione. Vogliamo costruire ponti in un mondo che moltiplica i muri. Dai rifugiati possiamo imparare il coraggio di ricominciare con fiducia e speranza. È parte del nostro impegno fare del nostro meglio perché essi siano educati ad essere cittadini universali in questo mondo plurale e multiculturale». Padre Michael Czerny, sottosegretario della sezione Migranti e rifugiati del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale della Santa Sede, a nome di Papa Francesco ha donato al Centro Matteo Ricci un crocifisso dell’artista Alexis Leyva Machado, noto come “K’cho”. «Il Papa dona anche il necessario per il primo mese di attività del Centro», ha annunciato il sottosegretario del dicastero vaticano, aggiungendo anche che il pontefice «è rammaricato per la mancanza di finanziamenti pubblici per i migranti vulnerabili che oggi a Roma necessitano di un ricovero».

(foto: Presidenza della Repubblica)

Presenti tra gli altri all’inaugurazione anche il cardinale vicario Angelo De Donatis e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

4 febbraio 2019