“Isola Solidale” a rischio sfratto

L’appello al ministro Cartabia (Giustizia): «Per i detenuti con pena alternativa, il rischio di passare il Natale in cella. La carità cristiana prevalga sulla burocrazia»

«A pochi giorni dal Natale, alcune decine di detenuti ospiti dell’Isola Solidale, che stanno scontando presso la nostra struttura la loro pena alternativa, rischiano di rientrare in carcere e trascorrere lì questo periodo di festività». A denunciarlo è il presidente Alessandro Pinna, spiegando che la Fondazione Opera Divin Redentore, proprietaria dei terreni sui quali sorge la struttura, «vuole rendere immediatamente esecutivo uno sfratto, sebbene un’udienza del giudice del 19/1/2021 sostenga che non si possa provvedere alla convalida dello stesso».

Pinna rivolge quindi il suo appello al ministro della Giustizia Marta Cartabia e a Lucia Castellino, direttore generale dell’Ufficio per l’esecuzione penale esterna, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al Garante nazionale dei detenuti Mauro Palma, «affinché ci aiutino a risolvere questa problematica, soprattutto per non lasciare che tante persone che stanno portando avanti con impegno il proprio percorso riabilitativo, si trovino da un giorno all’altro di nuovo all’interno del carcere, vanificando gli sforzi fatti fino a questo momento. Il nostro auspicio – conclude – è che prevalga la carità cristiana sulla burocrazia, e che si possa proseguire il percorso di dialogo senza ricorrere a misure drastiche che avrebbero un impatto significativo sulla vita di tante persone».

20 dicembre 2021