La Madonna de’ noantri ancora per le vie di Trastevere

La Messa con il vicegerente Reina e la processione hanno aperto ufficialmente la Festa del rione. L’invito del vescovo a «puntare gli occhi sul grano buono». L’omaggio del sindaco di Roma Gualtieri e l’abito della statua confezionato dalla maison Borbone

Il caldo torrido di sabato pomeriggio, 22 luglio, non ha inciso sulla devozione alla beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Attrezzati di ventagli, mini ventilatori portatili, bottigliette d’acqua, in centinaia hanno partecipato alla processione della Madonna del Carmine per le vie di Trastevere, che ha ufficialmente aperto la Festa della Madonna de’ noantri. Presieduta dal vicegerente della diocesi Baldo Reina, ha avuto come filo conduttore l’esortazione apostolica Gaudete et exsultate sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo. «Guardiamo a Maria per ricordare che tutti siamo chiamati alla santità, che si realizza nella vocazione specifica che ciascuno di noi ha ricevuto e sta vivendo – ha detto il vescovo -. Una santità che si compie giorno dopo giorno nelle nostre famiglie, nel nostro lavoro». La processione per le vie del rione è stata preceduta dalla Messa celebrata dal vicegerente a San Crisogono. Tra i concelebranti, don Renato Tarantelli Baccari, primicerio della venerabile arciconfraternita del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima del Carmine, e il parroco di Santa Maria in Trastevere Marco Gnavi.

Nell’omelia, meditando la pagina del Vangelo nella quale Gesù per spiegare il Regno di Dio usa l’immagine del grano buono e della zizzania, il vicegerente si è soffermato sul mistero del male. La presenza del male nel mondo e nel cuore di ognuno va accettata, ha spiegato, ma questo «non significa arrendersi a esso. Bisogna prendere atto che il male c’è e ci sarà e acquisire una diversa prospettiva, una diversa responsabilità, cercando di arginarlo». Consiglio del vescovo è quello di imparare a «riconoscere che intorno a noi, insieme alla zizzania, c’è tanto bene, tanto grano buono, numerosi semi di onestà, di giustizia, di bontà, di benevolenza, di gratuità». Da qui l’invito ad «attivare processi educativi di buone pratiche, di accompagnamento, di esemplarità per sostenere i giovani in un tempo così difficile. Per questo dobbiamo puntare gli occhi sul grano buono».

Durante la liturgia Pietro Solfizi, presidente dell’arciconfraternita, ha donato al vicegerente lo scapolare, annoverandolo tra i confratelli onorari. Al termine della Messa poi è iniziata la processione con l’uscita della statua dalla vicina chiesa di Sant’Agata, accolta tra gli applausi. Si tratta di «una tradizione radicata nel sentimento popolare e nella storia di Roma», ha affermato il sindaco Roberto Gualtieri dopo aver reso omaggio alla Vergine. Ogni anno la statua indossa un abito nuovo e sontuoso. Quello dell’edizione 2023 è stato confezionato e donato dalla maison Luigi Borbone. Si tratta di un abito color crema realizzato in duchesse di seta sul quale sono state applicate 160 rose di raso bianco. In testa un velo di pizzo tessuto in Francia lungo 5 metri. «Per la creazione dell’abito abbiamo lavorato in otto per tre settimane – spiega lo stilista Borbone -. La Vergine è avvolta e protetta dalle rose le cui spine, che simboleggiano i mali del mondo, feriscono il suo cuore di Madre».

Innalzato su una grande “macchina” sorretto da una ventina di confratelli, il simulacro è stato portato in processione per le vie di Trastevere accompagnato dalla banda musicale della polizia locale di Roma Capitale; al rientro l’omaggio della fanfara dei bersaglieri. Durante il cammino si è pregato per alcuni mali della società. Rita, figlia di Giovanna, 94 anni, ha chiesto di pregare affinché «gli anziani non vengano mai lasciati soli», che restino sempre nelle loro case e non siano mai portati in residenze sanitarie. «Abbiamo un debito verso i nostri anziani», ha aggiunto. Agostino ha raccontato di quando nel 2005 ha improvvisamente perso il lavoro. «Sono finito a dormire in strada – ha detto -. Pregavo la Vergine di darmi la forza per non lasciarmi andare alla disperazione. La mia preghiera è stata esaudita. Sono stato accolto dalla Chiesa e ho ricominciato a vivere. Ora prego per i malati». La supplica per la fine della guerra nelle parole di Julia, rifugiata dall’Ucraina. Grata a tutti coloro che «stanno cercando un modo per porre fine a questa terribile guerra e per salvare quanti soffrono», ha sottolineato che «in Ucraina la fede non sta morendo, la gente continua a pregare. Abbiamo bisogno di pace, gridiamo per la pace, sogniamo la pace. Un giorno la guerra finirà e quel giorno sarà un nuovo compleanno per tutti».

Prossimo appuntamento domenica 30 luglio con la processione sul Tevere della “Madonna Fiumarola” presieduta dall’arcivescovo Vittorio Francesco Viola, segretario del dicastero per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti. Partenza alle 19.30 dall’imbarcadero del Circolo canottieri Roma. Alle 20.30 è previsto l’arrivo a Ponte Garibaldi da dove l’effige sarà trasferita nella chiesa di Santa Maria in Trastevere.

24 luglio 2023