È morto ieri, domenica 8 luglio, a Roma, dopo una lunga malattia, il regista e sceneggiatore Carlo Vanzina. Classe 1951, 42 anni di attività e oltre 50 film a scandire una ricca carriera cinematografica, condivisa con il fratello maggiore Enrico. «Ci lascia la metà della coppia di autori, i fratelli Vanzina – commenta appunto il presidente della Commissiona nazionale valutazione film della Cei Massimo Giraldi -, che ha firmato la commedia italiana degli ultimi 40 anni, raccogliendo l’eredità cinematografica del padre Steno e sapendo anche innovare il genere con intelligenza e giusta provocazione».

Entrambi figli del regista della commedia Stefano Vanzina, in arte Steno, i due fratelli hanno condiviso un lunghissimo tratto di strada anche professionale. «Mentre Enrico aveva trovato il suo specifico nella sceneggiatura, con la scrittura dei copioni cinematografici – ricorda Giraldi -, Carlo sedeva dietro alla macchina da presa, dopo una formazione non solo con il padre ma anche con Mario Monicelli, altra grande colonna della commedia italiana». Dopo l’esordio con “Luna di miele in tre” nel 1976, prosegue Giraldi, «Carlo ed Enrico hanno firmato titoli di grande richiamo, istantanee di un’Italia in cambiamento». Su tutti, negli Ottanta “Sapore di mare” (1983), “Vacanze di Natale” (1983) e “Yuppies” (1986), diventati nel corso dei decenni dei piccoli cult.

Ai fratelli Vanzina va riconosciuta inoltre la paternità artistica dei “cinepanettoni” con la coppia formata da Massimo Boldi e Christian De Sica, racconti sopra le righe di un’Italia in cerca del benessere, dopo la spinta del boom economico. «Forzando un po’ la mano – sottolinea il presidente Cnvf -, i Vanzina con i cinepanettoni ci hanno aiutato a ridere delle nostre manie e difetti, regalandoci spensieratezza. La loro comicità è sempre stata spigliata ma mai eccessivamente sregolata».

Tanti i titoli realizzati negli anni Novanta e Duemila, tra cui “Febbre da cavallo. La mandrakata” (2002), omaggio al film cult del padre Steno, così come “Un’estate al mare” (2008), “Mai Stati Uniti” (2013), “Un matrimonio da favola”(2014) sino all’ultimo “Caccia al tesoro” (2017). «Carlo ed Enrico hanno lavorato praticamente con tutto il cinema italiano, con tutti gli attori», rimarca ancora Giraldi, ricordando «i sodalizi con Gigi Proietti, Diego Abatantuono, Renato Pozzetto, Paolo Villaggio, Boldi-De Sica, Enrico Montesano, Ricky Memphis, Ambra Angiolini, Serena Rossi sino a Vincenzo Salemme, interprete dell’ultimo film». Da ultimo, un pensiero rivolto a Enrico: «Trovi la forza di continuare a regalare al pubblico nuove risate, nel ricordo anche del fratello Carlo».

9 luglio 2018