La notte dei giovani di Roma al Divino Amore, aspettando la Gmg di Lisbona

In 700 si sono ritrovati al santuario dell’Ardeatina per vivere la prima tappa verso il raduno mondiale, nell’agosto 2023 in Portogallo. Riflessione, musica, festa. Poi il silenzio della preghiera, nella lunga veglia notturna verso l’antico santuario

C’è un grande striscione all’ingresso della sala allestita per celebrare la Giornata mondiale della gioventù diocesana. Al centro hanno disegnato una lampadina e, accanto, la parola «Sogno». Sono bastate poche ore ai giovani per riempire di ciò che avevano nel cuore tutto lo spazio bianco. «Sogno di vivere per qualcosa di grande», «Sogno di poter dare la vita», «Sogno di trovare  qualcuno che non mi abbandoni», «Sogno di non avere più disturbi ansiosi». Scrivono così, con i pennarelli colorati, prima di tornare a ballare in sala insieme agli altri. È la profezia delle Gmg, che fanno del tempo della “festa” lo strumento perché i giovani si innamorino del tempo del “silenzio”.

Ed è stata una festa autentica quella di sabato sera al santuario del Divino Amore, per la Gmg diocesana di Roma, tra i momenti di riflessione, la musica dal vivo e la lunga veglia di preghiera notturna. Alla chiamata del Servizio diocesano di pastorale giovanile – che ha organizzato l’evento in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport – hanno risposto quasi in settecento tra giovanissimi e giovani, provenienti da decine di parrocchie romane. La sala è piena di coperte e sacchi a  pelo per la notte. Don Alfredo Tedesco, direttore della Servizio di pastorale giovanile, sorride all’ingresso della sala piena, e accoglie gli ultimi arrivati. «Sono davvero felice per questa esperienza – dice -, è una prima tappa verso la Gmg di Lisbona, ad agosto, e siamo molto contenti di viverla qui, in questo santuario tanto caro alla diocesi di Roma». Tra i presenti anche il  rettore del Divino Amore, il cardinale Enrico Feroci, il vescovo ausiliare del settore Sud Dario Gervasi e anche il vescovo Baldo Reina, delegato per la Pastorale giovanile.

Eugenia indica ai quaranta adolescenti del suo gruppo i posti vuoti dove sedersi. Sulla felpa verde che indossano c’è scritto “Parrocchia Santa Melania”. «È stato facile coinvolgerli – racconta, guardando i ragazzi che le fanno cerchio attorno: – amano fare queste esperienze. Vero Giacomo?». «Sì, moltissimo – risponde subito il ragazzo, 16 anni -. Poco fa, quando sono entrato nella sala, mi ha colpito la folla di giovani in piedi a cantare insieme. Tutto questo mi fa venire ancora più voglia di partire per Lisbona». I giovani di Azione cattolica di San Luigi di Montfort, poco fuori dall’auditorium, seguono le Suore apostoline nel percorso di riflessione sul tema del “sogno”, una delle tantissime proposte di animazione per i gruppi prima della veglia serale. Tra loro c’è  anche Daniele che ha 17 anni e frequenta il gruppo di postcresima. «Il percorso è davvero interessante, ho tenuto nel cuore il mio sogno più grande, ma è troppo intimo per rivelarlo», racconta timido. Daniele, che rimarrà col suo gruppo al santuario fino all’alba per la Messa con il cardinale vicario Angelo De Donatis, vivrà per la prima volta una veglia di preghiera notturna. Ad  accompagnare il gruppo l’assistente dell’Ac, padre Roberto. «La comunità parrocchiale si sta già attivando per aiutare tutti i ragazzi che lo desiderano a partire per il Portogallo», spiega  sorridendo. Alberto invece si muove velocemente da un lato all’altro della sala, per capire se tutto è a posto. È uno studente fuorisede delle Marche e fa parte dell’equipe di giovani del Servizio diocesano che ha organizzato l’evento, curato nei minimi dettagli. «Siamo una ventina di ragazzi – spiega – e da stamattina siamo al lavoro qui per allestire tutto quanto. Collaboro con l’ufficio diocesano da alcuni mesi, ma mi sono sentito accolto sin da subito, perché ciascuno viene da un’esperienza diversa, e tutti ci siamo messi al servizio».

Prima della veglia, il concerto live con le band di giovani. «Ho voluto dedicare a tutti la mia canzone che si chiama “I respiri tuoi”, perché racconta il desiderio dei giovani di fare qualcosa di
straordinario», dice Nicola, in arte Meda169, appena dopo aver cantato sul palco della Gmg diocesana. Alla fine del concerto, tutti prendono in mano una fiaccola ed escono in processione verso l’antico santuario. Due giovani aprono il corteo portando l’effige della Madonna del Divino Amore. Adrian è un seminarista del Seminario Romano al sesto anno e accompagna 12 ragazzi del gruppo adolescenti della parrocchia di Nostra Signora di Coromoto. «Penso davvero che questi eventi li aiutino a sentirsi parte di una Chiesa più grande». La Croce delle Gmg – affidata da Giovanni Paolo II ai ragazzi del mondo – entra in chiesa sorretta dai giovani della Comunità Shalom. Adesso Lisbona 2023 non è più così lontana.

21 novembre 2022