L’ecologia integrale, tra sobrietà ed economia circolare

De Donatis a confronto con l'economista Leonardo Becchetti sulla Laudato si' di Francesco. Contro squilibri sociali e ambientali, la via della generatività, «unico fattore che spiega la felicità»

Parlare di ecologia integrale significa comprendere che lo squilibrio ambientale fonda le sue radici nella perdita del senso della vita da parte dell’uomo, nella mancanza di relazioni profonde e della vera felicità. È da questo concetto che è partito Leonardo Becchetti, professore di Economia politica all’Università di Tor Vergata e coordinatore di una equipe di economisti che consiglia il ministro dell’Ambiente, ospite ieri sera, lunedì 10 febbraio, nella basilica di San Giovanni in Laterano, del quarto incontro sull’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, che il 24 maggio compirà cinque anni e che durante la serata è stata distribuita a tutti i partecipanti, dono dell’Editrice Vaticana, come ha spiegato don Walter Insero, direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali. Durante “Insieme per la nostra casa comune”, l’itinerario di approfondimento e riflessione sul documento di Bergoglio promosso dalla diocesi di Roma per quest’anno pastorale, il cardinale vicario Angelo De Donatis e Becchetti si sono soffermati sul quarto capitolo dell’enciclica dedicato a “Un’ecologia integrale” e nello specifico sui punti 160 e 162 del quinto paragrafo, su “La giustizia tra le generazioni”.

«Papa Francesco ci invita a considerare con molto realismo che le previsioni catastrofiche riguardanti il futuro del pianeta non si possono più guardare con disprezzo e ironia – ha evidenziato il porporato -. Rischiamo di lasciare alle prossime generazioni troppe macerie, deserti e sporcizia». L’economista, che nel suo curriculum vanta, tra l’altro, il master of Science in Economics alla London School of Economics e il dottorato alle università di Oxford e di Roma, ha incardinato il suo intervento sulla necessità di sobrietà per contrastare la corsa sfrenata al consumismo, sulla generatività per risolvere gli squilibri sociali, ambientali e demografici e sul cosiddetto “voto col portafoglio” – termine da lui stesso coniato – per premiare le aziende più sostenibili, capaci di coniugare il rispetto della dignità del lavoratori, l’impatto ambientale e la salute del consumatore.

Incontro Laudato sì, Leonardo Becchetti, 10 febbraio 2020Per Becchetti «la parte più originale» dell’enciclica è quella che riguarda la sobrietà che mette in contrapposizione l’uomo affetto da «consumismo bulimico» con colui che quotidianamente «si sforza per entrare in relazione con il Creatore e il creato». Papa Francesco, ha rimarcato l’economista, è anche il primo pontefice che spinge sull’urgenza di cambiare fonti di energia. Per risolvere i problemi ambientali Becchetti ravvede la necessità di «un’azione di concerto, un approccio a quattro mani. Il mercato, le istituzioni, il nostro stile di vita e le imprese concorrono a un miglioramento della salute dell’ambiente. È responsabilità dell’uomo premiare con le proprie scelte i prodotti leader nella sostenibilità sociale e ambientale attraverso il “voto col portafoglio”».

Dati alla mano, Becchetti, che il 5 giugno scorso, con Enrico Giovannini, portavoce di Asvis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), ha lanciato l’idea dei “Saturdays for future” per trasformare il sabato nella giornata per la produzione e il consumo responsabili a favore dello sviluppo sostenibile, ha affermato che i danni ambientali causano ogni giorno in Italia la morte di 219 persone per malattie respiratorie e tumori. Ha quindi spiegato che un sistema orientato al profitto e al consumo ha generato squilibri lavorativi, ambientali, umani e demografici, dissesti tutti correlati tra loro. «La prossima deve essere un’economia circolare, che usa i rifiuti e gli scarti per produrre nuovi materiali e prodotti», ha affermato, aggiungendo che la chiave di volta per risolvere i problemi è quella di «accompagnare le buone pratiche, le realtà e i semi di speranza che nascono sui territori. Bisogna poi comunicare le cose in modo efficace e lavorare con la politica per portare avanti i migliori progetti e partire dalla felicità per risolvere la crisi di senso. L’unico fattore che spiega la felicità è la generatività, vale a dire operare per il benessere del prossimo nella società e in politica».

Incontro Laudato sì, De Donatis, Leonardo Becchetti, 10 febbraio 2020Nell’enciclica, ha ricordato il cardinale vicario, Papa Francesco scrive che «non si può parlare di sviluppo sostenibile senza una solidarietà tra generazioni e per questo insegna che quando si pensa al modo in cui lasciare il pianeta alle generazioni future si entra nella logica del dono gratuito». È quindi necessario «accogliere la logica del dono perché soltanto se la terra ci è donata non è più possibile pensare unicamente a partire da un criterio utilitarista di efficienza e produttività per il profitto individuale. Considerandolo come un dovere di giustizia da riconoscere alle generazioni future, Papa Francesco rivela che “l’ambiente si situa nella logica del ricevere, è un prestito che ogni generazione riceve e deve trasmettere alla generazione successiva”».

Il prossimo appuntamento sul tema “Preservare la biodiversità: una sfida globale” è fissato per il 9 marzo sempre alle 19. Con il cardinale rifletteranno sull’enciclica la conduttrice e autrice Licia Colò e l’esploratore Alex Bellini.

11 febbraio 2020